Profezia di Monti: se un giorno troverai lavoro sarà merito mio

Cari giovani, se adesso non trovate lavoro non è colpa mia ma della mia «generazione». Un giorno però finirete per trovarlo e allora sappiate che sarà merito mio. E magari fate pure una preghiera per me. Mario Monti ha incontrato a Palazzo Chigi gli studenti dell’istituto Morvillo-Falcone di Mesagne (quello dove lo scorso 19 maggio, nel corso di un attentato, perse la vita Melissa Bassi). Il premier, di fronte alle domande dei ragazzi sulle loro prospettive, è riuscito a uscirsene per il rotto della cuffia con un furbo scaricabarile: «Non sempre – ha detto – come generazione abbiamo lavorato per lasciare ai giovani l’Italia che avremmo voluto». Quindi i dati sconfortanti sulla disoccupazione – aumentata a dismisura proprio da quando lui è a Palazzo Chigi – non sono frutto di errori. Non solo: Monti ha invitato a «non aver paura per il futuro lavorativo» perché «il governo ha lavorato anche per questo». Ergo, quando – dopo anni di ricerca affannosa – un (ormai ex) giovane riuscirà a trovare un’occupazione, il merito sarà del governo tecnico. Eppure, di recente, Monti aveva ammesso: «Il governo ha contribuito ad aggravare la congiuntura economica». Per poi aggiungere che quando si incide su un male, si può causare un aggravamento. È tutta una questione di terapia. Quella di Monti però – stando alle sue parole – avrà effetti molto lontani. E i pazienti rischiano un ricovero troppo lungo.