Per favore, giù le mani da Annalisa Minetti

C’è modo e modo di festeggiare e commentare una notizia. Quella di Annalisa Minetti ha fatto il giro del mondo: ha vinto il bronzo alle Paraolimpiadi di Londra nei 1500 metri T12 (atleti ciechi o con deficit visivo) con il tempo straordinario di 4’48’’88, record del mondo nella sua categoria. Tutti hanno parlato della sua “terza vita” perché nel lontano 1997 partecipò a Miss Italia, poi cantò a Sanremo, ora si è messa in gioco nello sport. Anche la sua storia è nota. Le sue parole, dopo la conquista del bronzo, sono state poche ma significative: «Tutto è possibile e io ne sono una dimostrazione». Parole che vogliono dare fiducia a tutti, un appello a non arrendersi, un invito ad andare avanti perché la vita è un dono a cui non si rinuncia e che va custodito. Poi però c’è stato chi l’ha buttata in politica, con poca eleganza. Il peggiore è stato Maurizio Ronconi, dell’Udc, che ha approfittato dell’impresa sportiva per dire che «c’è Minetti e Minetti» e che «mai come in questa occasione non è il nome a fare la differenza». Dichiarazioni fuori luogo, il solito riferimento a Nicole e quindi il solito attacco indiretto a Berlusconi. Poteva risparmiarselo, davvero sgradevole. Sarebbe stato più semplice dire «brava» e più giusto dire «grazie». Per favore, giù le mani dalla Minetti (Annalisa, s’intende, così Ronconi evita di esternare di nuovo).