Pdl, dall’estero la rivoluzione 2.0

Il Popolo della libertà si organizza oltreconfine per le elezioni politiche che coinvolgeranno da qui a qualche mese gli italiani all’estero. Il 29 e 30 settembre a Berlino si svolgerà la conferenza organizzativa e programmatica dei delegati europei del partito, provenienti tra l’altro da Germania, Francia, Svizzera, Regno Unito, guidati dal coordinatore Guglielmo Picchi, deputato, e dal suo vice Raffaele Fantetti, senatore del Pdl. La conferenza che avrà come sottotitolo “Merito, Territorio e Competenza”, prevede l’intervento telefonico del capogruppo al Senato Maurizio Gasparri e del segretario Angelino Alfano. Guglielmo Picchi, deputato trentenne del Pdl alla sua seconda legislatura, residente a Londra, ha già iniziato a muovere la macchina organizzativa.

Come si sta organizzando il partito in Europa e all’estero?

Il sistema elettorale all’estero con preferenze e collegi molti ampi impone uno stretto rapporto tra elettori e noi eletti e un forte radicamento territoriale del partito. In questi anni abbiamo costruito una rete di referenti in ogni paese europeo e nelle più grandi città, e questa sarà la base per affrontare la campagna elettorale.

Su collegi così vasti come tutta l’Europa contattare i dirigenti del Pdl e gli elettori non è facile, come fate?

Sia per le distanze che per i costi per dialogare e contattare gli elettori usiamo molto le nuove tecnologie, da Skype a Twitter e Facebook, una vera politica veramente 2.0.
Tuttavia non tralasciamo però gli incontri sul territorio, le manifestazioni pubbliche dove si aggregano i nostri connazionali, infatti ne abbiamo fatte oltre 200 incontri e visitato 47 dei 48 paesi del collegio – manca solo Andorra!

Quali i punti programmatici per gli Italiani all’estero che dicuterete a Berlino

Noi puntiamo molto a far crescere l’export, alla diffusione e protezione del made in Italy e ad un apliamento della nostra offerta culturale e turistica. Non dimentichiamo però che con 4,3 milioni di italiani all’estero i servizi amministrativi sono importanti e quindi attenzione all’ammodernamento della rete diplomatica. Dobbiamo riorganizzare la spesa che enti locali, regioni e stato centrale dedicano agli Italiani all’estero e alle imprese, per spendere meno ma meglio.

In passato ci sono stati brogli elettorali e tra gli eletti all’estero cambi di casacca e problemi giudiziari come pensate di rimediare?

Per i brogli l’esperienza del 2006 e 2008 e il forte radicamento territoriale ci permetterà di controllare i candidati “raccoglitori di plichi elettorali” , i centri di raccolta come i patronati e monitorare l’operato dei consolati. Rispetto alle candidature saremo molto cauti nella selezione e con il segretario Alfano vaglieremo bene tutti i curriculum. Tuttavia punteremo sui nostri eletti che hanno ben operato in questa legislatura come l’onorevole Berardi e il senatore Giordano in Nord America, il senatore Fantetti in Europa, Angeli in Sud America e infine una novità positiva in Australia che vincere un collegio perso per pochi voti sia nel 2006 che nel 2008.

L’emigrazione in Europa è un fenomeno in crescita, ma è cambiata o siamo sempre fermi alla valigia di cartone?

Con la crisi economica l’emigrazione è tornata a crescere e in media ogni anno – secondo i dati Aire ma quelli veri potrebbero essere maggiori – oltre 100.000 persone hanno lasciato l’Italia. Oggi si tratta di mobilità di competenze più che di migrazione in senso tradizionale, gli addetti ai lavori la chiamano Nep nuova emigrazione professionale. La Nep ha nuove necessita rispetto all’emigrazione del passato e il Pdl Europa a Berlino cercherà di dare le risposte programmatiche più idonee.