Monti insiste: la politica male assoluto

I cronisti parlamentari a ogni voto fingono stupore registrando una crescente freddezza dei parlamentari nei confronti dei Monti boys (and girls). Tutti, anche gli esponenti dei partiti, fanno  finta di non notare i quotidiani insulti di Monti a chiunque abbia la colpa di essersi occupato di politica. O almeno a chiunque se ne sia occupato cercando io consenso popolare e non tramite una nomina calata da non si sa quale divinità. Ieri i politici hanno fatto il pieno di insulti. Addirittura all’ufficio politico del PPe a Firenze, dove Monti si è presentato e in una noiosa esposizione ha ripetuto a politici di ogni Paese d’Europa che lui non è ascrivibile a nessuna famiglia politica, si è sempre interessato d’altro e non è mai stato iscritto a un partito. Solo a gruppi finanziari, banche d’affari e “club esclusivi”… Ha rincarato la dose nella conferenza stampa sul decreto sulla sanità – che sarà, ovviamente e come qualunque cosa lui faccia, “una svolta”. Con questo magico decreto, assicura, “faremo entrare il merito nella sanità e uscire la politica, come abbiamo fatto con la Rai”. Chiunque sia arrivato da qualche parte fino al magico avvento di Sua Sobrietà, dunque, è stato un lurido raccomandato (sia nella Sanità che nella Rai e in ogni dove) con la colpa aggiuntiva di essere arrivato su indicazione della feccia politica. C’è da chiedersi se anche Napolitano sia arrivato al Quirinale per merito o per “politica” e visto che le due cose sembrano escluderesi l’una con l’altra…