Le due facce della sinistra (anche sulla social card)

Ma guarda un po’: la social card non solo non lascia ma addirittura raddoppia. Quel tesserino voluto dal governo Berlusconi – che dava un po’ di respiro a chi era in enorme difficoltà economica, consentendogli quantomeno di fare la spesa al supermercato – riappare in grande stile e nessuno, a sinistra, la critica più. Il Pd finge di artatamente dimenticare quando, nella scorsa stagione politica, lanciava accuse contro il Cavaliere sostenendo che la social card era «elemosina», era «mortificante», era «una social truffa». Come d’incanto, invece, adesso piace a tutti, «è necessaria», è un provvedimento che dimostra il buon cuore del governo tecnico. Per la nuova social card sono stati stanziati cinquanta milioni di euro. Sarà familiare e non più individuale e l’importo che le famiglie avranno a disposizione sarà aumentato. Segno evidente che era una cosa giusta. Sarà sperimentata nelle 12 città italiane con più di 250mila abitanti. Ricordiamo che la carta acquisti è stata prevista, per la prima volta, dal decreto legge 112/08. Ma allora era un’offesa. Perché – secondo i binari logici della sinistra – il governo parlava dei poveri come gli spot dei detersivi trasmessi da Mediaset.