La risposta è dentro di noi. Ma è sbagliata

La situazione è grave, ma non è seria – diceva Flaiano. Ci vuole senso dell’umorismo anche per affrontare le tragedie. E ce ne vuole di senso dell’umorismo per non gettarsi da un balcone dallo sconcerto, registrando le ultime esternazioni di Mario Monti, un vero omaggio alla comicità del grande Corrado Guzzanti. In particolare nella sua interpretazine di profeta di Quelo. Le espressioni – e purtroppo anche i messaggi – suonano pressoché identici. “C’è grossa crisi” – “Te c’hai grossa crisi” – “La gente non sa più quando stiamo andando. La gente non sa più quando stiamo facendo. Ti chiedi dove chi? Perché quando? Ma la risposta non la devi cercare fuori. La risposta è dentro di te”. “Epperò è sbajata”. E basterebbe così, basterebbe dire che la crescita non si vede ma… è dentro di noi (ma noi chi? Noi lui, noi noi, o noi loro?). Basterebbe Napolitano che gli fa eco con il suo “lo spread è ingiustificato” (quello di oggi, perché quello di ieri era “giustificato” dal governo di centrodestra…). Ma invece no, non basta. C’è anche un appello alle “parti sociali” – e cioè a Confindustria e sindacati – a cui rimpalla “le sorti del Paese” che improvvisamente, dopo essere state poste da Napolitano solo ed esclusivamente nelle sue mani, si ritrovano nelle “loro mani”. Cioè: io ho fatto il mio – e guai a dire che non è stato tutto buono e bello – ora se le cose non ripartono è colpa vostra. E d’altronde “le fabbriche sono vostre, nelle fabbriche ci lavorate voi, a ognuno il suo…”. Il suo, di lavoro, era quello di tagliare qui e aumentare lì, dichiarare che adesso è tutto a posto e poi…