La marcia all’Eurotower

Sfilano a centinaia a Willy Brandt Platz, sotto l’Eurotower, sede della Bce. Sono i ragazzi del Movimento di Francoforte giunti in Assia da varie città d’Italia: Roma, Padova, Pisa, Genova, Napoli. “Sfida la crisi” è lo slogan, stampato in inglese, tedesco e italiano sulle felpe bianche e blu, attorno al quale si sono raccolti. Un impegno ad affrontare la situazione in modo costruttivo, “senza indignarsi né rassegnarsi”, ma lanciando proposte volte a conseguire sviluppo e crescita, con un’attenzione particolare rivolta alle giovani generazioni.
E così, dopo il corteo della mattina, l’intero pomeriggio è stato impiegato in un’assemblea pubblica, tenutasi sotto il gigantesco simbolo dell´euro posto all’ingresso della Bce. I giovani del Movimento di Francoforte – cui stanno aderendo in queste ore altri gruppi da tutta Europa – hanno le idee chiare. Dall’assemblea è infatti emerso un pacchetto di provvedimenti su cui fondare una piattaforma politica, attraverso la quale aggregare altre realtà, da sottoporre ai rappresentanti istituzionali europei. Le richieste avanzate vanno dalla creazione degli Eurobond, alla riforma della Bce come organismo prestatore di ultima istanza. Non manca l’ipotesi di introdurre finalmente la tassazione sulle transazioni finanziarie (la Tobin Tax), con la quale raccogliere 60 miliardi da destinare allo sviluppo, ma soprattutto all’istituzione di strumenti ed iniziative volte a favorire l’occupazione giovanile. Infatti, sui cartelli esibiti dai giovani del movimento rimbalza in modo insistente il dato italiano che rileva come quasi un quinto di coloro che hanno meno di 29 anni risulti disoccupato. «Perché non affiancare il Patto di stabilità e crescita, che impone ai governi europei il rispetto di stringenti obblighi di bilancio, con un European Social Investment Pact che imponga agli stati uno standard di qualità e quantità di risorse da impiegare sul fronte dell’occupazione giovanile e di altri ambiti socialmente rilevanti?», questa l’ipotesi lanciata da Jessica durante l’assemblea, che raccoglie l’adesione convinta dei presenti.
Ma dalla discussione emergono anche storie segnate dalla crisi. Come quella di Francesco che racconta commosso delle difficoltà che hanno colpito la piccola azienda edile del padre che fino a pochi mesi fa dava da vivere a 13 famiglie e che oggi invece sta per chiudere. «Una maggiore attenzione per le milioni di piccole e medie imprese deve essere una delle priorità da chiedere all’Ue», conclude Francesco.
La promessa è che la manifestazione del 21 settembre segni solo l’inizio: l’obiettivo è costruire una rete transnazionale europea che supporti le proposte del movimento attraverso il coinvolgimento dei cittadini europei anche con la presentazione di leggi di iniziativa popolare e che si impegni a ridefinire i contorni dell’identità politica e culturale dell’Ue.
Già oggi la discussione proseguirà con un convegno che si terrà presso l’Istituto Cervantes di Francoforte. Nel corso della conferenza saranno proiettati i videomessaggi inviati dagli studenti dell’università di Magonza in Renania e dai giovani del Ppe greci e spagnoli.
L´europarlamentare Roberta Angelilli, dopo aver partecipato alla manifestazione, ha annunciato che anche il presidente del Parlamento europeo, il tedesco Martin Schulz, ha spedito un videomessaggio destinato ai convegnisti. Un appuntamento che vedrà protagonisti il senatore Andrea Augello, il professor Adolfo Morganti, presidente di Identità Europea, il direttore del “Tempo” Mario Sechi e il direttore del “Secolo d`Italia” Marcello De Angelis. Previsto, infine, l’intervento telefonico del vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani.