La crisi forse arriva da lontano ma con i tecnici ha messo il turbo

La disoccupazione che tocca nuovi record, la benzina che prosegue la sua corsa, il Pil che cala sempre di più, le super-bollette, l’inflazione che s’infiamma. E tutti a disperarsi e a scaricare le colpe sui governi passati, solo quelli politici,quelli degli scialacquoni che mangiavano pane e debito pubblico, ovviamente: tutti a giustificare i tecnici arrivati a fronteggiare situazioni disperate e tutti a ringraziare loro per risultati che neanche all’orizzonte si intravedono.
La litanìa quotidiana della grande stampa fa registrare il consueto tam tam di pessimismo, sulla base degli indicatori economici, ma anche i soliti automatismi nella lettura dei dati che riportano sempre al passato, fatto di errori ed orrori governativi di misteriose entità, quasi sempre con le sembianze berlusconiane. Come se le cifre di oggi avessero sempre e comunque fondamento nelle cattive abitudini della classe politica della Prima e della Seconda Repubblica. Un esempio su tutti? Si parla tanto di debito pubblico, ma quasi mai i giornali ricordano che il nel primo trimestre 2012 ha raggiunto il 123,3%, secondo solo alla Grecia (132,4%), toccando un nuovo picco storico dal ’95, quando raggiunse il 120,9%. Nessuno ricorda che il buco era al 120,1% a fine 2011, a conferma di come, a cavallo del 2000, fosse decisamente sceso con i governi Prodi e Berlusconi, a dispetto dei tanto sbandierati governi tecnici “del rigore”.

La “storia” dei dati

Qualche giorno fa l’Istat ha comunicato l’ennesimo dato negativo sul fronte della disoccupazione, che su base annua tocca il 10,5%, il tasso più alto, in base a confronti tendenziali, dal secondo trimestre del 1999. Ma hai voglia a spiegare che la situazione in Italia è peggiorata negli ultimi mesi: sembra quasi che l’avvento di Monti, che ormai governa da oltre nove mesi, non sia collegabile a nessun peggioramento del quadro macroeconomico. Ed invece andrebbe ricordato che nel terzo trimestre del 2011, l’ultimo del governo Berlusconi, il tasso di disoccupazione era fermo al 9,6% e nei due trimestri precedenti si attestava intorno al 7,8%, dopo essere sceso rispetto all’8,6 con cui Berlusconi aveva iniziato a governare nel 2009. E il Pil? Oggi siamo al -1,4%, ma nell’ultimo trimestre del 2012 perdeva “solo”, si fa per dire, lo 0,5% mentre a metà dello stesso anno l’economia cresceva poco ma cresceva ancora, nell’ordine dell’1%. Nel 2010 eravamo addirittura ancora sopra il 2% e tutti parlavano di default imminente…

Il bubbone dei carburanti
È vero che la crisi internazionale è esplosa negli ultimi mesi, ma sostenere che i fondamenti della recessione, in Italia, nascessero da politiche economiche sbagliate di un governo precedente che faceva crescere l’Italia a un livello su cui oggi porteremo in trionfo Monti, è davvero troppo. Per non parlare della benzina, di cui tanto di discute oggi senza però far nulla.Non sarà colpa di Monti se il prezzo ha toccato i record storici, ma dire che la corsa dei carburanti è inarrestabile e arriva da lontano, è una falsità. In 20 anni la spesa degli italiani per il mantenimento delle proprie auto è più che raddoppiata e i carburanti rappresentano quasi la metà della spesa complessiva visto che il loro costo è aumentato del 170%. Ma è pur vero che nel solo mese di agosto la benzina è rincarata del 3,6% e il gasolio per mezzi di trasporto è aumentato del 4,4% rispetto al mese precedente. Su base annua, poi, si parla di incrementi tra il 15 e il 17%. E per il settore agricolo? In quel caso il prezzo del gasolio è passato da 0,49 euro al litro di gennaio 2010 agli attuali 1,17 euro al litro, con un incremento record del 140 per cento circa nel giro di due anni e mezzo. E le bollette? Non ne parliamo. Si parla di 308 euro in più nel solo 2012. Rispetto a quando c’era lui, quel Cavaliere spodestato dallo spread e dalle promesse dei tecnici.