Colosimo: «Basta privilegi, solo buona politica: dai grillini copierò la partecipazione»

Il messaggio più importante è del padre, che le ricorda lo slogan di Atreju: “vai avanti, senza paura”. E lì ci scappa quasi la lacrima. Le sfugge un sorriso, invece, per l’sms di Luca, un addetto alla security della Regione, originale, innocente: “Io so chi sei e conosco il tuo volto pulito, non cambiare mai”. Ma la telefonata più attesa da Chiara Colosimo, subito dopo l’elezione a capogruppo del Pdl in Consiglio regionale del Lazio, a quel punto era già arrivata. Angelino Alfano era stato tempestivo, forse troppo: lei stava stringendo ancora molte mani quando il segretario l’ha chiamata per farle i complimenti. I due si sono “rincorsi” fino a sera, poi la giovane Chiara, romana, 26 anni, ha finalmente incassato quegli auguri di cui ha un gran bisogno nella fase più difficile per il Pdl a livello nazionale e locale. «Sono contenta di come si è comportato il segretario sul caso Fiorito, ho apprezzato la sua chiarezza, la sua determinazione nel fare pulizia. No, tra noi, qui nel gruppo del Pdl, non c’è nessuna spaccatura tra ex An e Fi, remiamo insieme per cercare di uscire da questa situazione che ci danneggia tutti», spiega Chiara, felice del nuovo incarico ma per nulla disposta a festeggiare a champagne sulle “macerie” degli scandali che hanno coinvolto chi l’ha preceduta.

C’è poco da festeggiare, è vero, ma il segnale che si dà è forte: una giovane militante in sella al gruppo del partito più importante di una delle più importanti regioni italiane. C’era bisogno di uno scandalo del genere per dare spazio al rinnovamento?

Prendiamo il lato positivo, si è scelta una storia politica, pur breve, come la mia, per ripartire e dare un segnale di moralità. Non è poco.

Perché si è dichiarata la paladina dell’anti-casta?

Ho letto di questa frase, in realtà avevo solo risposto a una domanda con un principio: sono contrario ai privilegi della politica. La mia storia personale, cui accennavo prima, è in questa direzione. Già a febbraio, quando ero stata eletta presidente di Commissione, avevo rinunciato all’auto blu. Preferisco, a proposito di blu, la mia vespa, con la quale mi muovo abitualmente per non avere privilegi ma anche per garantirmi la mia fetta di libertà.
 
In questi giorni sembra difficile trovare politici che conoscevano Fiorito, guarda caso. Lei che rapporti aveva con lui?

Lo conoscevo da due anni, da quando si era insediato il consiglio regionale. È stata una grande delusione sia sul piano politico che personale perché non ho problemi a dire che, pur nel suo modo di essere così, diciamo, colorato, io credevo che Franco fosse una persona seria.

La Polverini ha fatto bene a minacciare le dimissioni?

Ho sempre apprezzato la sua grinta ma in questa occasione Renata ha tirato fuori un surplus di forza. Lei ha posto delle condizioni precise sul fronte degli sprechi per andare avanti e le ha ottenute, così come ha ottenuto che non si tollerassero le responsabilità di chi ha contribuito a creare questa situazione. Credo che mai un partito abbia dato una risposta così forte rispondendo allo scandalo con fatti concreti, sia rispetto alle persone che ai provvedimenti da prendere in Regione.

Tutti si aspettano di sapere lei come gestirà i fondi del gruppo e con che criteri di trasparenza eviterà nuovi disastri.

Fondi? Bè, iniziamo col dire che quei famosi 4mila euro per noi consiglieri, poi finiti su altri conti, sono stati dimezzati, l’ultima tranche che doveva arrivare ai partiti dalla giunta è stata annullata e l’utilizzo di quelli già erogati, sospeso. Ora vareremo un nuovo regolamento che stabilisca i criteri di utilizzo e io ho già deciso di avvalermi di un tesoriere e di un commercialista. In più, metterò il bilancio in rete ogni tre mesi.

Può garantire che troveremo panini, invece che ostriche, sugli estratti conto?

Sì, anche perché a me le ostriche non piacciono.

Anche sul piano politico, oltre che contabile, c’è da fare qualcosa per rimediare al danno d’immagine del Pdl. A cosa pensa?

Abbiamo dimezzato le commissioni e questo ci consentirà di poter riassegnare i consiglieri alle stesse valorizzandone le capacità specifiche. La battaglia per la buona politica passa anche attraverso la massima attenzione posta nella sede legislativa, costringendo ciascuno a dare il massimo nell’interesse dei cittadini.

Buona politica contro antipolitica: sembra una sfida impari. E lei sta nella parte di campo dove tutti i giorni cadono le bombe di Grillo. Che pensa del suo movimento?

Che l’ho guardato con grande curiosità politica fino a quando Grillo fece quella dichiarazione allucinante sulla mafia, che a suo avviso non strangolava le sue vittime, come invece farebbe la politica.  Da quel momento mi è scaduto, perchè a tutto c’è un limite, anche alle provocazioni. Però dal suo movimento c’è da imparare la capacità di mobilitazione della gente, la voglia di partecipazione dei suoi iscritti che viene recepita in maniera capillare, anche grazie al web. A quel modello di coinvolgimento politico io guardo con interesse. Ma certo non mi illudo che con un tweet o un blog si possa fare politica.

Lei si presenta con il volto giovane di un donna “maschiaccio”: sigaro, pugilato e moto. Cos’è, marketing politico anche questo?

Ma scherza, sono le mie passioni che porto in politica: come la boxe, anche se sono culturalmente molto lontana dalla violenza e in politica credo nelle idee e nel dialogo. Però saper stare sul ring mi aiuterà ad affrontare le difficoltà a testa alta e senza paura, come mi ha augurato di fare mio padre.
 
“Un sorso di birra per le verdi brughiere/e un altro ai mocciosi coperti di fango/e un brindisi anche agli gnomi a alle fate/ai folletti che corrono sulle tue strade”.

I Modena City Ramblers, “In un giorno di pioggia”, uno dei miei pezzi preferiti.

Appunto. Non sono compagni, sono compagnissimi.

Lo so, ma questo pezzo è bellissimo, ha delle sonorità irlandesi, celtiche, che anche a una persona di destra possono piacere tanto. Come l’altro pezzo, i “Cento passi”.

Due. Non esageriamo.

È quello sulla mafia, sull’assassinio di Peppino Impastato. Per noi giovani di destra il tema della lotta alla mafia è centrale, fa nulla che a cantare sia una band di sinistra. E poi, scusi, perché non mi ha chiesto se mi piace Ligabue?