Claretta Petacci a cento anni dalla nascita

Si riapre il dibattito sulla morte di Claretta Petacci. A cento anni dalla nascita, il suo mito continua fascinoso e perdurante. Una figura controversa, donna di fascino intenso e straordinaria bellezza, conturbante come poche e, soprattutto, così statuaria nella passione amorosa da non indietreggiare neppure davanti alla morte. E la passione e la morte si saldano indissolubili nella sua esistenza tanto da diventare inevitabili e, per questo, straordinari. Perché assolutamente straordinario è un amore che conosce il lato oscuro della morte e non indietreggia dinanzi ad esso, anzi lo persegue in maniera titanica. Una passione, quella di Claretta Petacci e Benito Mussolini, che è il fil rouge del nuovo libro, in libreria in questi giorni, di Pierfranco Bruni “Passione e Morte. Claretta e Ben”, edito dalla Pellegrini Editore che è, appunto, la tragica allegoria di una passione in cui recita e teatro si frantumano e tutto sembra avere l’ironia del sogno. In questo amore il sogno, pur in un terribile finale, ha uno strascico tra le rughe e tra le righe che la storia, questa storia indivisibile, trascrive. L’incontro con Claretta ha il peso e la leggerezza delle pietre preziose. È un libro assai particolare nella struttura che rassomiglia ad un romanzo dialogante e dialogato in cui l’autore dialoga, appunto, con i personaggi, con la storia e con le storie che si saldano e si aggrovigliano e, soprattutto, con il lettore a cui chiede di far parte di questa storia ricca di interrogativi irrisolti e, per questo, avvincente e affascinante. Restano gli interrogativi ma il lettore entra nel loro cerchio e se ne fa protagonista.