Caso Polverini, a colpi di fango la lotta politica della sinistra

Il linciaggio, il gossip e comunque l’attacco alla persona sono da anni gli strumenti di lotta politica di una certa sinistra, reduce oggi dalla sgradevole cantonata sul caso Polverini. Sì, perché dopo gli attacchi personali ai nemici politici ma soprattutto elettorali, stavolta è toccato alla governatrice del Lazio. È capitato al presidente della Lombardia Roberto Formigoni, così come al sindaco di Roma Gianni Alemanno, per colpire il quale è stata persino inventata una telefonata tra lui e Berlusconi. E anche ora le sinistre hanno fatto l’ennesima figuraccia. Figuraccia, però, va detto, che non ha avuto la stessa forza mediatica della falsa accusa. Perché in Italia si fa così contro il centrodestra: si spettacolarizza una notizia contro l’obiettivo di turno, notizia non verificata o inventata, il sistema mediatico sinistrorso la enfatizza, e poi della verità dei fatti rimane poco o nulla. Così si combattono le battaglie politiche in questo Paese, con un uso esperto e disinibito della macchina del fango da parte degli organi di informazione legati alla sinistra politica. Per quanto riguarda il caso Polverini, anche ieri ci sono stati degli echi alla prima seduta del Consiglio regionale del Lazio dopo la pausa estiva. Il presidente Mario Abbruzzese ha aperto i lavori in aula alla Pisana esprimendo «solidarietà» e auguri di «pronta guarigione» alla presidente Renata Polverini. La governatrice martedì in un’intervista ha rivelato di essere stata operata per due tumori maligni alla tiroide. «Sappiamo che sta vivendo un momento delicato della sua vita – ha detto Abbruzzese – e l’auspicio è quello di rivederla presto da noi in aula». Ma le scintille non sono mancate in Consiglio: diversi consiglieri sono intervenuti sul caso Polverini. L’atmosfera si è surriscaldata mentre parlava il consigliere Pd Enzo Foschi che, in seguito a notizie di stampa, aveva presentato un’interrogazione sulla vicenda. Durante il suo intervento, interrotto dal leader della Destra Francesco Storace, ha perso la calma e gli ha urlato contro. Storace sulla vicenda è intervenuto personalmente: «Alcuni giorni fa i cittadini del Lazio, e non solo, hanno dovuto assistere a un’ignobile delazione a opera di due esponenti della sinistra regionale nei confronti della presidente Polverini. Cedendo al richiamo del gossip più becero, si sono inventati di sana pianta un ricovero eccellente di Renata Polverini, spacciandolo per privilegio di casta e raccontando dell’occupazione di un intero reparto dell’ospedale Sant’Andrea messo a disposizione della presidente». Il capogruppo del Pd, Esterino Montino, da parte sua, ha espresso solidarietà e auguri di pronta guarigione alla governatrice: «Speriamo si rimetta presto, si ripresenti in aula e faccia il suo lavoro». Giulia Rodano (Idv), anche lei interrotta da Storace, ha ricordato che «è uscita una notizia su un quotidiano romano e mi sono limitata a fare quello che si fa normalmente», poi ha aggiunto: «Ritengo che sia giusto da parte dei consiglieri regionali chiedere spiegazioni su questi avvenimenti. Mi si chiede di fare delle scuse ma io non ho offeso nessuno». Infine la Rodano si è augurata che «il problema» della governatrice «si risolva presto e bene». Il capogruppo del Pdl, Francesco Battistoni, ha invece chiarito che «non bastano gli auguri di pronta guarigione. Esigiamo pubbliche scuse». Solidarietà alla governatrice è giunta anche da altri esponenti regionali come Veronica Cappellaro, presidente della commissione Cultura alla Regione Lazio, che ha ringraziato la Polverini «anche e soprattutto oggi, per il coraggio e la determinazione dimostrati nel non essersi mai sottratta ai suoi compiti istituzionali nonostante i gravi problemi di salute a cui ha dovuto far fronte in questi difficili mesi». Da parte sua, il deputato e coordinatore del Pdl di Roma Gianni Sammarco ha commentato che «nei confronti della Polverini è stato messo in atto un linciaggio squallido, sotto il profilo della sua privacy e soprattutto dal punto di vista umano». La conclusione e il giudizio sulla vicenda li riassume bene il capogruppo della Lista Polverini, Mario Brozzi: «Non ci prestiamo a interloquire con chi non conosce il rispetto delle persone e delle regole o, peggio, se anche le conosce, non si fa scrupolo di violarle. Se quanto accaduto alla presidente Polverini fosse avvenuto, come lei stessa auspicava, nell’anonimato – continua Brozzi – oggi non saremmo in condizione di condividere il suo dramma e quella sofferenza che sarà il giusto pane nei confronti di chi domani avrà il suo stesso problema. Da questa esperienza – conclude – può nascere finalmente tra tutti noi quel senso di rispetto che è fonte insostituibile di ciò di cui sempre più si sente la necessità: il bene comune».