Bruciare la bandiera si può. Fare il saluto romano no

In Italia si può tutto. Se il vicino di casa bestemmia in giardino, peggio per te che sei cattolico. Puoi al massimo chiedergli di moderare i termini. La massima “pena” data per una bestemmia è l’esclusione dai programmi televisivi, come accaduto nei reality. Nulla di più. In Italia puoi bruciare le bandiere in piazza tanto, alla fine, riesci a farla sempre franca (al massimo ti becchi i rimproveri dei tuoi “padrini” politici). Puoi distruggere i bancomat e le vetrine dei negozi, fare a botte con gli sbirri insieme con i tuoi disobbedienti: è un caso raro se finisci in manette, c’è sempre chi ti strizza l’occhio e i giornali parlano di te e dei tuoi compagni in vari modi, “ragazzi”, “studenti”, militanti dei “collettivi”, giovani dei centri sociali evitando qualsiasi etichetta scomoda. Specie quella di “estremisti di sinistra”. Resta una sola cosa che non puoi assolutamente fare: il saluto romano, neppure per sfottere il laziale o il romanista dopo un gol nel derby, men che meno per imitare i figli di Cesare. Se lo fai, rischi grosso. Quella mano tesa è più pericolosa di una molotov, è più offensiva dell’atto di bruciare una bandiera, fa più male di una bestemmia e fa più danni di un cassonetto dato alle fiamme. Lo dice anche la Cassazione. Ma fateci il piacere.