Alfano: i giovani, la nostra marcia in più

«Il nostro compito è quello di mettere carburante nella nostra macchina ideale che è già su pista. Ad Atreju noi piantiamo un seme, i giovani, e il germoglio vedrà la luce con il passare degli anni». Sceglie la metafora, Angelino Alfano per battezzare davanti ai cronisti presenti a via dell’Umiltà la quattordicesima edizione della festa nazionale dei giovani del Pdl (che apre i battenti il prossimo 12 settembre). Nel ringraziare i ragazzi della Giovane Italia per «la mano che mi hanno dato in questi mesi» lascia intendere di avere dalla sua una marcia in più rispetto alle altre formazioni politiche: un’organizzazione giovanile che è una palestra di idee e proposte che spesso hanno costituito la piattaforma di iniziative politiche importanti. Che hanno dettato il timing all’agenda degli adulti, talvolta persino di Palazzo Chigi.
«Senza paura. È il titolo scelto per questa edizione. Senza paura, è il grido di sfida di una generazione che crede ancora nella politica come la più nobile forma di impegno civile, lo strumento per affrontare le difficoltà, compresa una crisi economica che ci viene spesso descritta come “spietata” e “invincibile” e che corrisponde a quella altrettanto subdola dei valori e dell’etica». Tanta grinta dietro una faccia da ex monello, oggi giovane papà, Marco Perissa rompe il ghiaccio con i cronisti. «Senza paura è la risposta di ragazzi e ragazze che non vogliono rimanere inermi e passivi di fronte alla crisi ma vogliono interpretarla, guardarla in faccia, sfidarla. Senza paura perché di fronte al crollo degli assetti consolidati, per noi esiste solo una via possibile: reagire ed essere motore del cambiamento». Insieme con Alfano e Annagrazia Calabria (coordinatrice della Giovane Italia), il successore di Giorgia Meloni illustra le ragioni della tradizionale kermesse di settembre che da oltre dieci anni accende i riflettori della politica italiana dopo la pausa estiva facendo rimbalzare per settimane proposte e provocazioni dirette al Palazzo. «Nel villaggio di Atreju per cinque giorni, si muove il meglio della politica, dell’attualità, della cultura italiana», dice a distanza la Meloni, «Atreju è un grande momento di protagonismo giovanile al quale vale la pena di partecipare, perché consente di riscopre un’identità, una dimensione della comunità, e l’amore per la politica come passione e impegno civile». Fitto il programma della festa che vede la partecipazione come ogni anno di rappresentanti del fronte avversario, dello stato maggiore del partito e di alcuni esponenti del governo. Berlusconi sarà presente venerdì 14 mentre il segretario pidiellino chiuderà la kermesse domenica.
Alfano non sfugge al pressing dei giornalisti che insistono sulle prossime mosse del Cavaliere, si candiderà? «Mi auguro che lo faccia. Potrebbe recarsi una delegazione di giovani del Pdl a chiedere di farlo, valuterà lui quando e dove sciogliere la riserva. Per noi resta la migliore candidatura». Ospite della prima giornata è il ministro del Welfare Elsa Fornero che discuterà di lavoro con Maurizio Sacconi e rappresentanti delle imprese come Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria. Giovedì si parlerà di “scienza e fede” con monsignor Leuzzi, vescovo ausiliare di Roma in un dibattito a cui prenderanno parte Francesco Profumo, Mariastella Gelmini, Ignazio Marino e Antonio Zichici. E ancora giovedì riflettori puntati sull’emergenza rifiuti con Renata Polverini, Flavio Tosi, Marco Marsilio e Roberto Della Seta. L’Europa sarà al centro di un confronto  cui prenderanno parte Giuseppe Mussari, Riccardo Migliori, Mario Mauro, Roberta Angelilli, Marcello De Angelis. «Riporteremo al centro del dibattito la troppo spesso oscurata vicenda dei marò italiani detenuti in India – prosegue Perissa – e lo faremo con Ignazio La Russa, il ministro Terzi di Sant’Agata, Gianlugi Magri, Fausto Biloslavo e Christian D’Addario nipote del fuciliere di marina Massimiliano Latorre». Sabato invece si terrà uno dei dibattiti più attesi, “Pagare meno per pagare tutti o pagare tutti per pagare meno?”, con Stefanno Fassina, Renato Brunetta, Attilio Befera, Oscar Giannino e Mario Sechi. Merito e partecipazione saranno il tema centrale del forum che vedrà coinvolti esponenti pidiellini come Denis Verdini, Gaetano Quagliarello, Gianni Alemanno, Fabio Rampelli Raffaele Fitto e Altero Matteoli. La difesa della legalità sarà invece il tema del confronto tra Maurizio Gasparri, Roberto Maroni, Nicola La Torre, Luca Telese e Nicola Porro. Non mancheranno presentazioni di novità editoriali: martedì toccherà a La linea rossa di Fabrizio Cicchitto, giovedì ad Antonio Selvatici con Il libro nero della contraffazione e sabato al libro di Nicola Rossi Sudditi, un programma per i prossimi 50 anni. E ancora tre mostre da visitare: “Europa con il cuoresenza rating”, “Senza paura”, “Il governo Monti Python: a cavallo tra humor inglese e dramma quotidiano”.