Al centro dell’Eurasia nasce una giovane Ue

Con la dichiarazione all’inizio dell’anno ufficiale dello “spazio economico comune”, con libera circolazione di cittadini, merci, servizi e capitali sui territori di Bielorussia, Kazakistan e Russia, il cammino dell’Unione euroasiatica è veramente iniziato. Il nuovo organismo sovranazionale ha come scopo quello di approfondire l’integrazione economica e politica di questi Paesi, con la finalità, nel medio-lungo periodo, di formare un singolo Stato. Ai tre Stati promotori dell’iniziativa si potrebbero unire anche il Kirghizistan, il Tagikistan e altri Paesi nati dopo la frantumazione dell’Unione Sovietica. La partita è importantissima e mira a fare da contrappeso alle altre potenze industriali occidentali, prime fra tutte Stati Uniti e Cina. Ieri alla Camera dei deputati, nella sala delle Colonne di Palazzo Marino, si è parlato di questi problemi e prospettive nel convegno dal tema “Unione euroasiatica. Sfida od opportunità per l’Europa?”, al quale ha partecipato lo stesso ministro dell’Industria e dell’Agricoltura della Commissione economica eurasiatica, Sergej S. Sidorskij. La storia di questa organizzazione risale al 2007, quando fu fondata la Commissione doganale fra i tre Stati, poi chiamata Commissione economica euroasiatica, per occuparsi di sovrintendere all’integrazione di Bielorussia, Kazakistan e Russia. L’obiettivo – è stato ribadito – concordato dai tre Paesi, è quello di giungere alla creazione di un’Unione Eurasiatica modellata sull’omologo europeo.
Dal convegno è emerso che ovviamente l’integrazione delle tre nazioni euroasiatiche avrà importanti conseguenze sul piano geopolitico e geoeconomico e, dal punto di vista delle imprese italiane, apre inedite opportunità d’investimento e commercio. Per tali ragioni I’Istituto di Alti studi in Geopolitica e Scienze ausiliarie (Isag), in collaborazione con l’associazione Conoscere Eurasia e col consolato onorario russo di Verona, ha organizzato questa conferenza che godeva del patrocinio del ministero degli Esteri, del ministero dello Sviluppo economico e di Roma Capitale. Oltre al citato ministro Sergej S. Sidorskij in rappresentanza della Commissione economica eurasiatica, sono intervenuti l’ambasciatore bielorusso Evgenij A. Sestakov, l’ambasciatore kazako Andrian K. Yelemessov, l’ambasciatore russo Aleksej Ju. Meskov, Paola Brunetti del ministero dello Sviluppo economico, Mauro Conciatori della Farnesina, Armen Oganesjan, direttore della rivista del ministero degli Esteri russo, Daniele Scalea, segretario scientifico dell’Isag, Piercarlo Valtorta, presidente dell’Istituto studi, ricerche e informazioni Difesa (Istrid). Nel corso della giornata di lavoro sono intervenuti Tiberio Graziani, presidente dell’Isag, Antonio Fallico, console onorario della Federazione Russa a Verona, presidente di Banca Intesa Russia e presidente di “Conoscere Eurasia”, il deputato del Pdl Marcello De Angelis, direttore del “Secolo d’Italia”, in rappresentanza della Camera dei deputati, e Serena Forni in rappresentanza di Roma Capitale.
Il convegno, prima conferenza internazionale su questo tema a svolgersi in un Paese dell’Unione europea, ha avuto come media partner i periodici “Geopolitica”, “Mezdunarodnaja Dizn” (rivista ufficiale del ministero degli Esteri della Federazione russa), “La Nostra Gazzetta“, “Russia Oggi“, “Il Sole 24 Ore” e “La Voce della Russi”, che si occuperanno di divulgare i contenuti dell’evento. Tra l’altro, alla chiusura, pochi giorni fa, del vertice dei 21 membri dell’Apec di Vladivostok, estremo oriente russo, il presidente russo Vladimir Putin ha detto chiaramente di voler rilanciare il proprio ruolo di ponte tra Europa e Asia, anche in vista della futura Unione euroasiatica. Putin ha criticato la Ue, che vuole scaricare parte della sua crisi («più politica che economica») sulla Russia, facendo abbassare il prezzo del gas per i Paesi dell’Europa orientale. La procedura d’inchiesta contro Gazprom per la presunta violazione della concorrenza in alcuni Paesi «nasce soprattutto dalla difficile situazione economica nella zona dell’euro».