L’Idv ha il suo Pierino del web

Prima ha stilato l’elenco dei “cento-sauri” (i cento parlamentari che, a suo giudizio, sono i più attaccati alla poltrona) e ora, sulla pagina di Facebook, ha pubblicato i nomi dei “governo-sauri”, e cioè di coloro che hanno frequentato per molto tempo le stanze di Palazzo Chigi, da ministri e da premier. Il web ha un nuovo giustiziere: è il dipietrista Stefano Pedica che attacca a destra e a manca perché sono tutti cattivi, tutti incapaci e piccoli mostri tranne – guarda caso – lui e gli esponenti del suo partito. Un ragionamento che risponde alla strategia mediatica dell’Idv, l’uso del web per criminalizzare “chi non è dei nostri” con valutazioni generiche e ottime per il palato dei malpancisti di professione, quelli a cui non va mai bene niente. C’è però un punto debole: non è forse Stefano Pedica l’esponente che vanta una vita (politica) da camaleonte, capace più di ogni altro di cambiare il colore della pelle? Da democristiano, nel 1994 – quando la Dc andò in frantumi travolta da Tangentopoli – entrò nel Ccd seguendo i passi di D’Onofrio. Poi però decise di abbandonare il partito alla ricerca di un nuovo lido più confortevole, che trovò nell’Udr, il partito fondato a uso e consumo del ribaltone. Ecco che, con una giravolta, sostenne i governi di centrosinistra diventando consigliere del ministro Folloni e collaborando con Mastella e Buttiglione. Non soddisfatto, partecipò alla nascita del movimento Cristiano-democratici europei, con scarsa fortuna. Rieccolo, dunque, nelle vesti di acrobata: nel 2006, grazie all’ennesimo virtuosismo atletico, fu eletto al Parlamento con i dipietristi e ora è un esponente (per così dire) di spicco dell’Idv, Che scrive sulla lavagna i nomi dei cattivi, come un Pierino. E attraverso twitter si abbandona anche a ironie calcistiche: «Abbiamo lasciato una Rometta e l’abbiamo trovata peggio». Non riesce a far sorridere nessuno, è tutta roba vecchia. Viene il sospetto che il matusalemme sia proprio lui.