Le violenze annunciate dell’ultrasinistra

Non li si può certo accusare di incoerenza: prima lo dicono e poi lo fanno. Hanno annunciato ferro e fuoco, nei loro proclami su Internet, contro i lavori per la linea ferroviaria ad alta velocità in Val di Susa e dalle parole sono passati regolarmente ai fatti. Ma non chiamiamoli anarchici, termine romantico e un po’ fuori tempo, o No Tav, come se fossero anime candide dedite ad una pacifica e civile contestazione: sono semplicemente estremisti di sinistra, tutt’al più appartenenti ai Centri sociali, ultima denominazione dell’ultrasinistra, che fanno uso della violenza come arma politica. Ieri il loro bollettino registra l’incendio ad un magazzino della ditta che lavorò per la Tav e il blitz ad un’agenzia di Equitalia. Il giorno prima, il lancio di uova e vernice contro gli operai al lavoro nel cantiere di Chiomonte (Torino), «un’azione – hanno rivendicato sul loro sito Internet – rivolta a fare pressione verso il fronte delle ditte devastatrici del territorio valsusino», un’azione – hanno annunciato – che, come molte altre che seguiranno nei prossimi mesi, fa parte di una molteplice campagna di pressione rivolta ai mandanti e agli esecutori materiali della devastazione della Valle di Susa». Ancora: «Non ci sarà pace per chi pensa di lavorare e invece distrugge. Per noi, per il movimento No Tav c’è lavoro e lavoro. Quelli che da molti vengono definiti lavoratori per il movimento No Tav sono devastatori. Non basteranno e non sono bastate le reti e la polizia a fermarci. Il luogo dell’azione dimostra come in pieno giorno, nella porzione di territorio più militarizzata e protetta, sia possibile agire».
L’incendio, appiccato l’altra notte, ha distrutto la costruzione in legno adibita a uffici della Italcostruzioni di Meana di Susa (Torino). L’azienda fa parte del Gruppo Lazzaro che comprendeva la Italcoge, azienda dichiarata fallita che in passato aveva lavorato al cantiere della Tav Torino-Lione a Chiomonte (Torino). «Alla Maddalena – ha detto il titolare Ferdinando Lazzaro – abbiamo finito di lavorare lo scorso aprile. Con la Tav non c’entriamo più nulla, ma continuiamo a pagare per tutti». Secondo la ricostruzione dei vigili del fuoco, sconosciuti hanno rotto una finestra dello chalet e vi hanno gettato dentro bottiglie con liquido infiammabile, dandovi poi fuoco. Le operazioni di spegnimento si sono protratte per tre ore.
A Susa (Torino) una trentina di estremisti di sinistra hanno bloccato per mezz’ora l’ingresso dell’agenzia Equitalia, impedendo ai clienti di entrare. Durante il blitz hanno srotolato due striscioni con scritto “Equitalia e Tav = Denaro e devastazione” e “Equitalia assassina”. Gli ultras hanno poi lasciato indisturbati gli uffici all’arrivo di Digos e carabinieri.
Immediate le reazioni politiche. «L’incendio del magazzino in Val di Susa – ha dichiarato il deputato del Pdl Osvaldo Napoli – è soltanto l’ultimo campanello d’allarme della degenerazione dell’ordine pubblico in prossimità dei cantieri Tav. È un gesto più che intimidatorio: ormai siamo in presenza di avvertimenti mafiosi e di atti insurrezionali rispetto ai quali lo Stato ha il dovere di rafforzare le misure dell’ordine pubblico, a tutela dei lavoratori e della loro incolumità. Ogni giustificazione di quanto è accaduto stanotte (ieri notte, ndr) diventa atto di complicità con quello che ogni persona di buon senso chiama terrorismo». «In Val di Susa si sta evitando il peggio e si sta andando avanti – ha affermato Massimo Montebove, consigliere nazionale per il Piemonte del sindacato di polizia Sap – grazie all’impegno dei ragazzi dei reparti mobili della Polizia di Stato, che in tante occasioni hanno contato centinaia di feriti anche gravi. Senza dimenticare il ruolo fondamentale della questura, della Digos e della Squadra mobile che hanno consentito, pure negli ultimi giorni, di arrivare all’arresto di soggetti legati all’eversione e al movimento No Tav. A chi chiede come mai lo Stato non riesca a porre fine alle violenze perpetrate da pochi delinquenti rispondiamo che lo Stato fino ad oggi non ha mai messo le forze di polizia nelle condizioni di operare come si dovrebbe. Ci sono cose – ha continuato Montebove – che chiediamo da tempo e alle quali chi ha responsabilità politiche e di governo non dà corso. Perché non si utilizza l’esercito e non si dichiara il cantiere zona militare? Perché non riceviamo disposizioni chiare per smantellare il campeggio di Chiomonte e tutti i presidi illegali? Perché le forze di polizia vengono costantemente penalizzate in termini di risorse, personale, mezzi e strutture? Noi – ha concluso il sindacalista – la nostra parte la facciamo e senza risparmiarci, alla politica tutta chiediamo finalmente di avere coraggio e di intraprendere le scelte giuste per ripristinare la legalità in Val di Susa». Anche per l’on. Stefano Esposito (Pd) l’incendio è da attribuire al «solito gruppo di teppisti No Tav. Ormai – ha scritto in un post sul proprio profilo Facebook – la deriva mafiosa, se preferite terroristica, è del tutto evidente. Questi delinquenti colpiscono i lavoratori e le aziende, cercano di intimidire chi ha la sola colpa di lavorare onestamente». Per Esposito «la situazione non è accettabile, bisogna che lo Stato ponga fine a questa pratica violenta. I fatti dell’altra notte – a suo parere – sono la risposta all’arresto di Massimo Passamani, capo degli anarchici italiani, che ha fatto della Val di Susa la sua base operativa» con il pieno sostegno di alcuni leader del movimento No Tav. Esposito ha contestato anche la posizione espressa dal presidente della Comunità montana della Valsusa, Sandro Plano, per il quale l’arresto di Passamani è stato «eccessivo», sostenendo che «questo dimostra, se ce fosse bisogno, che i violenti sono pienamente coperti e tutelati anche da esponenti istituzionali. Purtroppo – ha riconosciuto – Plano è ancora iscritto al Pd». «Un gruppo di delinquenti con intenti a questo punto chiaramente sovversivi e contrari agli interessi del nostro Paese non può e non deve condizionare la vita di molte famiglie – ha denunciato Luca Pantanella, vicesegretario nazionale dell’Ugl polizia – La Valle di Susa deve essere dichiarata zona d’interesse nazionale modificando le regole d’ingaggio delle forze dell’ordine».