Ti hanno promesso mari(o) e monti e ti sei ritrovato con lo spread

Su Facebook è il vero tormentone dell’estate, come il “Vamos a la playa” dei Righeira o il mitico “Ostia Beach”. Di battute e battutacce sullo spread se ne trovano a centinaia: «Oggi ha fatto la pipì il gatto ed è per questo che lo spread è salito», «Chiamami spread sarò il tuo Monti», «Ti hanno promesso mari(o) e monti e ti sei ritrovato con lo spread». Il popolo del web se la ride per non piangere. Ma tutto nasce proprio da SuperMario che ogni giorno si dichiara innocente e addossa a qualcuno la responsabilità dei maledetti grafici che s’impennano. Basta raccogliere un po’ di sue dichiarazioni per averne la prova. Contro Squinzi: «Certe critiche fanno crescere lo spread». Contro il comportamento dei capi di governo: «Lo spread sale per colpa dei Paesi che prendono le distanze dalle scelte Ue». Contro i partiti: «I mercati risentono della loro litigiosità» (salvo poi rettificare). Contro i giornali: «Certi articoli condizionano l’andamento». Contro la politica: «Lo spread aumenta perché c’è incertezza su quello che succederà in Italia dopo le elezioni del 2013». Contro  il “sistema”: «Se, nonostante gli sforzi dolorosi per il risanamento del bilancio lo spread torna a salire è a causa della complessiva debolezza del sistema e significa che c’è ancora la minaccia del contagio». Quando poi si è trovato in difficoltà, perché non c’era qualcuno da indicare come killer, Monti ha minimizzato: «Lo spread non va sovrastimato». Va bene, l’aumento di quel “mostriciattolo” di cui sentiamo parlare da mesi non dipende dall’azione del governo. Lo sapevamo già prima, quando tutti puntavano il dito contro Berlusconi. Basterebbe dirlo. Ma Monti non lo fa. Perché altrimenti finirebbe per sbugiardare i Bersani e le Rosy Bindi. E il premier non vuole, per quieto vivere.