Testaccio, nuovo mercato tra le anfore romane

Il cuore della vecchia Roma si rigenera senza perdere la sua identità. A Testaccio, indiscussa culla della romanità, quartiere che mantiene a tutt’oggi una sana atmosfera dove quasi tutti si conoscono, nasce l’archeomercato. A livello stradale c’è un mercato, nuovo di zecca, che si estende su una superficie di cinquemila metri quadri, con tantissime bancarelle di tutti i tipi, dalle scarpe alla verdura, dalle borse alla porchetta, dalla bigiotteria al pesce. Nei sotterranei c’è una zona archeologica con circa mille anfore da vino e salsa di pesce risalenti a un periodo che va dal primo secolo a.C. al primo secolo d.C. D’altronde Testaccio, che deriva dall’etimo latino “testa” e significa coccio, deve infatti la sua origine allo scarico regolare dei frammenti delle anfore rotte, per lo più olearie. Da qui il nome popolare di Monte dei Cocci. Ora il nuovo mercato, un connubio tra modernità e archeologia che darà una marcia in più al quartiere.

L’inaugurazione

Ieri l’inaugurazione col sindaco Gianni Alemanno, l’assessore alle Attività produttive Davide Bordoni, l’assessore ai Lavori pubblici Fabrizio Ghera e il delegato del sindaco alle Politiche sportive Alessandro Cochi. «È uno dei mercati più belli di Roma – ha detto Alemanno – Un mercato dove la gente si può incontrare, dove le attività commerciali si fondono con la vita del quartiere. Rappresenta una svolta per questo rione: permetterà di riqualificare piazza Testaccio e di dare un cuore, un fulcro attorno a cui questo storico quartiere potrà tornare a vivere e funzionare bene. Un passo avanti anche per la città».

Il progetto
Il progetto del mercato, che porta la firma dell’architetto Marco Rietti, si ispira all’immagine dei mercati all’aperto nelle piazze di Roma caratterizzati da semplici banchi mobili protetti da ombrelloni su cui la luce arriva filtrata. Il nuovo mercato è una struttura semplice e allo stesso tempo altamente tecnologica, aperta su tutti e quattro i lati, coperta e protetta dal sole e dall’acqua, dove la luce e l’aria filtrano negli spazi interni attraverso pennellature traforate. Una struttura quasi completamente autarchica dal punto di vista energetico (ad energia zero), nel rispetto della normativa  sul risparmio energetico inserita nel regolamento edilizio del Comune di Roma, con un sistema di ventilazione naturale che allontana l’aria calda dai camini naturali posti in copertura e un importante superficie di pannelli fotovoltaici posti sulla copertura. Il mercato è integrato con una galleria destinata a servizi che il concessionario ha affittato alla Provincia di Roma e che ospita un centro di avviamento all’impiego e un sistema di percorsi pedonali pubblici che tra l’altro connettono il nuovo complesso con i giardini adiacenti della Pertica che diventano un tutt’uno con il nuovo mercato.
Lungo via Galvani l’ampio marciapiede permette un allargamento della quinta stradale che dà importanza all’accesso del Mattatoio creando una fascia di rispetto per il Monte dei Cocci e su cui si affacciano ristoranti e bar. Costo complessivo dell’opera:
diciotto milioni di euro interamente a carico del concessionario privato in cambio della gestione economica del complesso.

La storia del mercato
Posizionato nel centro nevralgico del quartiere, il mercato di piazza Testaccio vanta una storia centenaria. È nato nel 1935, ma già negli anni Venti si ha notizia del posizionamento di alcuni banchi di frutta e verdura. Però la sua natura di mercato su strada non rispondeva più ai requisiti di sicurezza e di natura igienico-sanitaria imposti dalla normativa europea. L’amministrazione comunale qualche anno fa ha deciso di costruire una struttura ad hoc per il quartiere, con l’obiettivo di salvaguardarne la storia e di valorizzare la funzione che il mercato ricopre come centro della vita cittadina. Il museo sotterraneo, in quest’ottica, sarà un’attrazione per i turisti e permetterà anche un maggior afflusso alle bancarelle.

Riqualificazione della piazza

Ghera, durante la sua passeggiata all’interno del mercato col sindaco, ha spiegato ai commercianti che la realizzazione del nuovo mercato «dimostra come sia possibile realizzare opere pubbliche in project financing» e ha annunciato che «seguirà la riqualificazione della piazza di Testaccio». Intervento che potrebbe essere finanziato per l’anno in corso. Poi c’è stata la visita nell’area archeologica sottostante che, nelle intenzioni dell’amministrazione, potrebbe essere resa fruibile nel giro di due anni: si tratta di una sorta di “discarica” di materiale di risulta dell’antico porto di Testaccio, hanno spiegato i tecnici, ricco soprattutto di anfore – circa un migliaio quelle rinvenute – che, una volta utilizzate per il trasporto marittimo venivano accantonate e nello specifico, nella zona sotto il mercato, utilizzate per realizzare dei muretti.
 
I commercianti
Tutti gli operatori del vecchio mercato, salvo qualche inguaribile nostalgico, sono contenti del cambiamento: il nuovo mercato garantirà un’igiene maggiore, un ambiente moderno e più servito e soprattutto garantirà un flusso maggiore di persone senza far perdere quel sapore familiare e caratteristico del quartiere che in molti definiscono «un paese all’interno della città». Testaccio resterà semplice nel suo stile di vita e a grandezza d’uomo.