Scalfari intervista Re Giorgio. In ginocchio da te…

Emilio Fede, dobbiamo riconoscerlo, non era mai arrivato al punto da chiedere il permesso a Berlusconi di togliersi la giacca, prima di intervistarlo. Eugenio Scalfari ieri, nell’intervista a “tu per tu” con Giorgio Napolitano, lo ha surclassato in salamelecchi e pose ammiccanti; «Napolitano mi viene incontro e mi conduce in una piccola stanza, io chiedo il permesso di togliermi la giacca, lui mi aiuta a sfilarmela…». Il decano dei giornalisti italiani, mastino implacabile di Berlusconi, sul Colle sembra essersi trasformato in un agnellino. Perfino quando si sente in dovere di chiedere al presidente lumi su un’interferenza del Quirinale nell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia (altro che telefonata del Cav per Ruby, qui ci sono in ballo Falcone e Borsellino) il fondatore di “Repubblica” puntualizza di non potersi “esimere” dal fare la domanda su “una campagna lanciata contro il Colle”. Poi, a fronte di una vaga risposta, Scalfari si ricompone: «Ma torniamo ai temi essenziali». La mafia, dunque, è tema marginale. Primario, invece, è sottolineare la sobrietà delle vacanze del presidente amico: «Ne farà poche», ci fa sapere Scalfari. Che a quel punto, col permesso di Napolitano, pare che abbia ripreso anche a respirare, ma piano, per non far rumore.