Mai dimenticheremo l’eroe Paolo Borsellino

Tante le iniziative per ricordare oggi il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti della scorta, nel ventesimo anniversario della strage di via D’Amelio a Palermo. La più importante è la fiaccolata promossa da Giovane Italia e Azione Universitaria insieme al «Forum XIX Luglio», un cartello politicamente trasversale di oltre quaranta tra associazioni e movimenti. Hanno dato la loro adesione numerosi esponenti del Pdl: tra gli altri, il segretario nazionale Angelino Alfano, il coordinatore nazionale Ignazio La Russa, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli, l’ex ministro della Gioventù Giorgia Meloni, il vicepresidente vicario del Pdl, Massimo Corsaro, la vice coordinatrice del partito in Lombardia, Viviana Beccalossi, i vicepresidenti del gruppo alla Camera, Pietro Laffranco e Barbara Saltamartini, i deputati Paola Frassinetti, Alessandra Gallone, Riccardo De Corato, Agostino Ghiglia, Carlo Ciccioli, Carlo Nola e Antonino Foti.
Per l’occasione la Giovane Italia ha indetto una mobilitazione nazionale che porterà a Palermo migliaia di giovani da ogni parte della Sicilia e dal resto d’Italia. La fiaccolata partirà da piazza Vittorio Veneto (Statua della Libertà) alle ore 20 e terminerà in via D’Amelio. Gli organizzatori hanno voluto accogliere l’appello di Salvatore Borsellino e deporranno accanto la lapide non una corona di fiori ma un grande tricolore. «Il ventennale della strage di via D’Amelio – ha dichiarato Carolina Varchi, vicepresidente nazionale della Giovane Italia – impone la richiesta forte della piena verità sui fatti di sangue del 1992. Al tempo stesso è il momento del silenzio e del ricordo rispettoso di un uomo, Paolo Borsellino, esempio di amore per la propria patria e del proprio popolo fino al sacrificio estremo. Un eroe nazionale che da venti anni onoriamo ogni giorno con il nostro impegno antimafia testimoniato dalle numerose battaglie condotte con coerenza e coraggio». «A vent’anni dalla strage di via D’Amelio vogliamo testimoniare l’importanza di tenere alta la memoria di uomini come Borsellino, Falcone e tutti i magistrati assassinati dalla mafia», ha affermato il coordinatore palermitano del Pdl, Giampiero Cannella, che ha aggiunto: a Palermo, dunque, nel ricordo «di uomini che, lontani dagli echi mediatici e dal protagonismo politico, hanno lottato per l’affermazione della legalità contro l’anti-Stato e che, ne siamo certi, hanno saputo seminare perché tanti servitori dello Stato di oggi ne sappiano correttamente interpretare e rinnovare l’insegnamento etico e l’efficace opera di giustizia».
Ieri un’altra manifestazione si è tenuta a Palermo in ricordo di Paolo Borsellino. Un centinaio di persone sono arrivate da tutta Italia per ricordare il magistrato ucciso dalla mafia e, come ogni anno, a simbolo della loro battaglia per la ricerca della verità sulla strage di via D’Amelio, hanno scelto l’agenda rossa in ricordo del diario del magistrato scomparso dopo l’attentato. Col “popolo delle agende rosse” anche il fratello di Borsellino, Salvatore, che nel pomeriggio ha guidato il corteo fino al Castello Utveggio, luogo da cui si pensava fino a qualche tempo fa fosse partito il segnale per azionare la bomba che uccise Paolo Borsellino e la sua scorta nel 1992. «Da lì qualcuno avrà visto la colonna di fumo il 19 luglio 1992 e avrà comunicato a chi di dovere che l’attentato era andato a buon fine – ha ricordato Salvatore Borsellino – Castello Utveggio è un simbolo di verità e giustizia che ancora non arrivano».