Le sobrie sculacciate di Berlusconi alla Merkel

Ora che ha le mani libere e non porta sul groppone il peso di una nazione intera, di un euro deprimente e di uno spread incalzante, Silvio Berlusconi si può permettere di fare “outing” anche sulla Merkel. Ed ecco che dall’intervista del Cavaliere alla Bild viene fuori un’idea dell’Europa che non è conflittuale con quella a trazione “angeliana”, ma sicuramente non concede alla Germania quel ruolo monocratico a cui l’Italia di Monti, invece, s’è già rassegnata da tempo. Niente ironie, cucù o appellativi in stile “culona”, anzi. Nell’intervista “sobria” al quotidiano tedesco, il Cavaliere ha usato termini molto rispettosi nei confronti della Merkel, ma ha delineato una posizione di equidistanza dalla Germania che al momento solo il neopresidente francese Hollande, senza ancora riuscirci, aveva provato a declinare fin dai suoi primi vertici bilaterali. Ecco perché nel giorno in cui il “timido” Monti si mette a tappetino con la Merkel – «Rivolgo un pensiero amichevole e pieno di ammirazione alla cancelliera», ha ribadito ancora ieri il premier durante il convegno “Women in diplomacy”, in corso alla Farnesina – Berlusconi ne prende politicamente, e definitivamente, le distanze.
Un’Europa meno tedesca
Merkel irritante? «Assolutamente no – ha risposto Berlusconi alla Bild – Critichiamo soltanto la politica dell’eccessivo rigore perchè la riteniamo un freno troppo forte allo sviluppo. Vorremmo una Germania più europea e non un’Europa più tedesca». Quanto basta per indurre la Cancelliera tedesca, evidentemente colpita dal delitto di lesa maestà, a replicare all’intervista dell’ex premier italiano con una nota gelida e diplomaticamente del tutto immotivata.
La spallata alla Germania
L’orgoglio ritrovato, in primis: «La mia discesa in campo 18 anni fa ha salvato l’Italia dal comunismo. Questa è la verità storica e ne sono fiero. Sono stato l’unico leader europeo ad avere eccellenti rapporti al tempo stesso con la Russia e con gli Stati Uniti d’America, e ho fatto sentire il peso di questa amicizia in ogni circostanza in cui è servito alla pace e alla sicurezza nel mondo». Poi i paletti alla Merkel: «Oggi si percepisce una certa supremazia tedesca in Europa. E proprio per questo noi ci aspettiamo che Berlino sviluppi una politica europea lungimirante, solidale e di largo respiro. Le faccio un esempio: quando si è trattato di nominare qualcuno per la carica di Presidente del Consiglio Europeo, abbiamo proposto Tony Blair. Così gli Stati Uniti avrebbero finalmente saputo a chi rivolgersi per conoscere la posizione di tutta l’Europa. Poi, però, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno fatto una scelta diversa, con il chiaro intento di continuare a tenere la politica europea nelle proprie mani». Ecco uno dei tanti episodi sui cui Berlusconi si sofferma per argomentare la necessità di dare all’Europa una guida più collegiale, anche se sulla cancelliera, a  livello personale, spiega di non aver mai avuto remore: «Ho un cordialissimo rapporto con lei. La stimo per la sua franchezza, la sua serietà, la sua competenza, la sua dedizione. E non dimentico che insieme a me ha visitato l’Abruzzo dopo il terremoto. Apparteniamo entrambi alla grande famiglia della democrazia e della libertà in Europa, il Partito Popolare». Ma il Cavaliere non dimentica le picconate date al suo governo dall’asse franco-tedesco, come quelle dei sorrisini di Cannes con Sarkozy, approfittando della oscillazioni dello spread: le stesse che oggi vengono perdonate a Monti. «Se i conti della nostra finanza pubblica sono sotto controllo, lo si deve in buona parte al mio governo», dice ancora Berlusconi. «Questa crisi -ribadisce poi l’ex premier- è impregnata di una sorta di profezia che si auto-avvera, cioè il fattore psicologico è una delle cause principali della crisi. Io invece sono del parere che sia compito di un governo creare un clima di ottimismo e fiducia».
L’euro a due velocità
Ed ancora, il Cavaliere bacchetta la volontà egemonica della Germania anche sulla valuta e quell’insano desiderio di una moneta a due velocità: «Con l’euro la bilancia commerciale della Germania è migliorata, quella dell’Italia è peggiorata. Un ritorno alle valute nazionali mi pare comunque improbabile. Si tratterebbe in ogni caso della sconfitta – che nessuno può augurarsi- del progetto storico di un’Europa unita. Quello che noi ci aspettiamo è che Berlino sviluppi una politica europea lungimirante, solidale e di largo respiro. Critichiamo soltanto la politica dell’eccessivo rigore perchè la riteniamo un freno troppo forte allo sviluppo. Vorremmo una Germania più europea e non un’Europa più tedesca», ha proseguito ancora Berlusconi. Che ha poi ricordato anche la sua proverbiale sintonia con Putin. «In Siria la situazione è molto complicata, ma non senza speranza. Nei prossimi giorni avrò un incontro privato con Putin, e ne parleremo. Mi vede un pò come suo fratello maggiore. Insieme parliamo di tutto», ha spiegato compiaciuto.
La freddezza della cancelliera
«Silvio Berlusconi e Angela Merkel non hanno più avuto contatti da quando non è più premier, quindi non posso parlare attualmente di un rapporto cordiale». È sceso in campo nientedimeno che il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert per replicare a quel riferimento di Berlusconi ai rapporti “cordialissimi” con la Merkel, manco fosse un’offesa. Seibert ha anche precisato che quando Merkel e Berlusconi hanno lavorato insieme “c’è stata una buona collaborazione italo-tedesca”. Sorrisini a parte…