Le comiche finali di mister Monti

Da un certo tempo – in tandem con Napolitano – il premier tecnico diffonde appelli affinché le forze parlamentari si sbrighino a varare una nuova legge elettorale. Tutti, giustamente, si interrogano sul perché di tanta insistenza, dal momento che a tutti sembra che in cima ai pensieri di Monti e Napolitano dovrebbero esserci cose ben più rilevanti e impellenti. E siccome chi si interroga non trova una plausibile risposta, si è giunti a ipotizzare fantasiose teorie secondo le quali mister Monti, ormai consapevole dell’impossibilità di terminare con successo il mandato, vorrebbe convincere la maggioranza parlamentare a elezioni autunnali. Ieri, su alcuni quotidiani, è apparso l’ennesimo appello, con una veramente ridicola giustificazione. Dopo aver scoperto – la settimana scorsa – che l’economia reale è più affidabile della finanza, Monti avrebbe scoperto che «una nuova legge elettorale darebbe fiducia ai mercati». C’è una sola ragione per cui si possa considerare vagamente plausibile una tale affermazione ed è – come noi abbiamo sempre sostenuto – che per i mercati è più affidabile un governo legittimo eletto dal popolo che uno abusivo nominato da Napolitano. I mercati – e non solo – sembrano decisamente più impressionati dal decisionismo bancario dell’altro Mario (Draghi), piuttosto che dai trastulli su una nuova legge elettorale da parte di un Parlamento che sinora ha abdicato a qualunque ruolo decisionale sulle questioni vitali per il Paese. Otto mesi fa, quando girava voce che saremmo stati commissariati con un tale di nome Mario, ci si chiedeva se fosse Monti o Draghi. In prima battuta, c’è toccato Monti. Stiamo a vedere se il candidato premier che ci tocca nel 2013 non sia proprio Mario D.