La saga infinita del signor B

Le dimissioni di Berlusconi hanno già dato vita ad una letteratura. Le interpretazioni e i retroscena più o meno pittoreschi si sono moltiplicati. Quello che vince il premio creatività rimanda alla straordinaria intervista che nell’autunno scorso Rocco Buttiglione rilasciò ad uno scioccato redattore dell’Avvenire. Nell’intervista il vice-presidente della Camera sosteneva che il Cavaliere era stato fatto oggetto di una “proposta che non poteva rifiutare”. Secondo Rocco misteriosi personaggi avevano garantito a Berlusconi che se avesse lasciato il governo le persecuzioni giudiziarie contro di lui sarebbero cessate e i processi in corso evaporati. Al redattore che gli chiedeva come fosse mai possibile interrompere e archiviare dei procedimenti in corso, Buttiglione disse che Napolitano si sarebbe impegnato in prima persona affinché i magistrati mettessero il coperchio sui procedimenti… Che questa sia la più fantasiosa delle ricostruzioni è testimoniato dal fatto che anche dopo le dimissioni i processi contro il Cav sono continuati a fiorire copiosi. Come tutti sanno infatti, Berlusconi è il cittadino italiano che detiene il record storico di imputazioni, proscioglimenti e assoluzioni. E il fatto che allo straordinario numero di imputazioni corrisponda un altrettanto spropositato numero di assoluzioni, ha provocato una drammatica schizofrenia persino all’interno del partito dei giudici. Dato per dogma che il giudice, una volta vinto il concorso in magistratura, ha sempre ragione (molto più del Papa), non si capisce come possano essere infallibili sia quelli che incolpano Berlusconi che quelli che lo assolvono. Così si è giunti a sostenere che la magistratura è equamente divisa tra procuratori santi, guerrieri e poeti (quelli che dicono che il Cav è il capo dei cattivi di Guerre Stellari) e una manica di puzzoni venduti e incompetenti che sono quelli che lo assolvono. E tutto questo film non sarebbe certo possibile senza l’ausilio della “libera bufala mediatica” sempre straordinariamente prolifica. Ricordate quando tutti giuravano che l’informazione in Italia era sotto il controllo di Berlusconi? Ecco, bufale di quel tipo…