La paura fa 90 e Monti ammette: con la Merkel non ho vinto…

Alla fine si accontenta di un pareggio a reti bianche. Zero a zero, niente di più, un punticino in classifica può sempre servire. Mario Monti ridimensiona il risultato della partita giocata a Bruxelles, al termine della quale sembrava avesse conquistato la Champions League rifilando tre palloni nella rete della Merkel. Ma la festa è subito finita e ora il premier ammette candidamente: «Non ci sono stati né vincitori né vinti». E lui come si sente? «Sereno ma con gli occhi aperti» perché – aggiunge dandosi un po’ di tono – le conclusioni del vertice «non sono qualcosa che rischia di arrivare in porto ridotto a uno scheletro come ne“‘Il vecchio e il mare” di Hemingway». Accidenti, c’è anche la citazione dotta. Ci si chiede il motivo di questo racconto in difesa. Semplice, la stampa tedesca, dopo il faccia a faccia di Roma, ha parlato della «paura» che ha Monti di una «vendetta» da parte della Merkel (“Die Welt”) e ha spiegato: »Monti deve temere la rivalsa rispetto alla sua tattica violenta e al suo rumoroso giubilo». Già, il suo rumoroso giubilo che ora si è spento. Perché la paura fa novanta. Anche se si è Monti, per gli amici SuperMario.