Grillo comincia la discesa. E il Pdl torna al 20%

Dopo le esaltazioni delle iperboli elettorali e delle campagne promozionali allestite sui social forum e rilanciate dai media, il trend pro-Grillo si ferma, e comincia la discesa. Il Movimento 5 Stelle accusa una fase negativa eppure lil dato passa quasi sotto silenzio. Nell’ultima settimana la formazione di Grillo, secondo il sondaggio del Tg La7 di lunedì scorso, ha lasciato per strada il 2,1% dei consensi calando al 17,3- Continua invece la risalita del Pdl, che supera il movimento 5 Stelle e si attesta al 20,1%. Un risultato lusinghiero, visto che nei precedenti sondaggi il partito guidato da Alfano era dato intorno al 17%. Così, dopo aver colonizzato per mesi i palinsesti, tra tg e talk show di approfondimento, la parabola del Movimento 5 Stelle vira in discesa, ma i supporter filogrillini – giornalisti, sondaggisti o opinionisti che siano – di stanza nei vascelli dell’informazione, non sembrano interessati al fenomeno e lo giustificano con argomentazioni che definire farraginose sarebbe eufemistico. La cosa non è passata inosservata a uno sconcertato lettore del quotidiano “Europa” che, in una lettera indirizzata alla testata, ha denunciato senza mezzi termini lo stop dell’avanzata grillina, passato quasi sotto silenzio in tv o spiegato invece dall’avamposto del Tg di La 7 con l’argomentazione inaccettabile secondo cui la responsabilità della emorragia di consensi grillini sarebbe da attribuire all’attenzione massiccia tributata dai telespettatori agli Europei di calcio. Una spiegazione che la risposta di “Europa” alla sollecitazione dell’indignato lettore non ha stentato a definire «infantile». Anche perché la flessione registrata non è da poco. C’è da chiedersi quanto pesano, allora, sulla sentenza del sondaggio, le incertezze del nuovo sindaco di Parma Pizzarotti e le difficoltà relative alla formazione della sua giunta. La magia della novità politica si è infranta contro la realtà della riduzione degli spazi nei tg, egemonizzati da crisi finanziaria ed esodati. E certo non è il caso di chiamare in causa il pallone per spiegare l’appannamento di Grillo e della sua formazione. Di sicuro avranno fatto maggiore effetto le uscite dell’ex comico contro l’euro, controbilanciate dall’esito positivo del vertice europeo di Bruxelles in cui il premier Monti – come sottolineato dal Pdl – ha finalmente mostrato fermezza contro le pretese della Germania.
Va analizzata con attenzione invece la crescita nei sondaggi del Pdl: all’effetto-Berlusconi, che nelle settimane scorse aveva manifestato l’intenzione di seguire ancora da protagonista le vicende della politica italiana, si affianca il movimentismo sulle alleanze registratosi nel versante del centrosinistra. L’ipotesi di una cordata che unisca moderati e progressisti, da Casini a Vendola, con un’alleanza in cui il Pd avrebbe un ruolo centrale, ha evidentemente indotto gli elettori delusi del centrodestra a compiere di nuovo una scelta, optando per una formazione antitetica alla sinistra.