Grilli si allea con Elsa. Monti è sempre più deluso da Passera…

La promozione di Vittorio Grilli al vertice del ministero dell’Economia ha fatto felice tanti suoi colleghi, tranne uno: Corrado Passera, ovviamente, il super-ministro che al momento resta, nel bene o nel male, il vero “soggetto misterioso” del governo. La scalata dell’ex Ragioniere dello Stato (caro a Tremonti), che da qualche giorno impazza sui giornali facendo una discreta figura anche nella smentita dei tagli più dolorosi, è andata a colmare un vuoto di interlocuzione a via XX Settembre che per molti ministri stava diventando un problema non da poco. Monti aveva sempre altro da fare e i ministri snobbavano i funzionari, mentre Grilli se ne andava in giro per il mondo a vendere il debito italiano, con buoni risultati, in Cina. Con la sua nomina a ministro, i colleghi tecnici hanno  la possibilità di alzare un telefono e chiamare Vittorio, che dei rivoli di bilancio è il massimo esperto. E quando c’è da simulare finti tagli sulla “spending review” non lesina consigli…
Ma non è solo una questione di relazioni. È evidente che Monti chiedeva a Passera di fare le nozze con i fichi secchi e che quest’ultimo non ne sia stato capace, puntando, invece, a ottenere un tesoretto che al momento non è disponibile. Il risultato che è segnali di Pil non se ne vedono. E che Monti è delusissimo dal suo ministro-banchiere. In più, quell’antica ostilità tra la Fornero e Passera, che risale a quando i due occupavano differenti incarichi nell’universo Intesa, si è fatta nelle ultime settimane “gelo“ assoluto. Elsa sostiene, e forse non ha tutti i torti, che per creare posti di lavoro la sua riforma serve, ma senza crescita non produrrà comunque effetti. La nomina di Grilli, che anche pubblicamente aveva manifestato segnali di insofferenza nei confronti dell’ex banchiere, è diventata così una compensazione naturale di superpoteri inutilizzati. E di competition interne. Da far invidia ai politici.