Caro Silvio, bentornato ma non rifare gli stessi errori

Il ritorno di Forza Italia? Sicuramente nessuno veramente pensa che se una Lada la chiami Ferrari vince la formula uno. E, a proposito di spiriti evocati (che siano del ’94, del ’29 o del ’15) in non meglio precisate sedute medianiche, nessuno può credere così tanto alla potenza dei numeri da pensare che se metti gli orologi alle sei il sole sorge né che se metti i calendari dell’anno 1968 automaticamente tutti occupano le università. Quindi, per dirla semplicemente, nessuno ovviamente pensa che se oggi fai un partito che si chiama come uno che ebbe successo venti o trenta anni fa l’exploit si ripeterà. Forse non è necessario, ma vale rammentare che alcuni dei nostri elettori del 2013 nel ’94 non erano nemmeno nati. La ridiscesa in campo di Berlusconi è stata accolta favorevolmente dai vertici del Pdl che hanno giustamente a cuore il risultato finale di una consultazione elettorale che si avvicina precipitosamente. L’ex premier – ormai vendicato dei processi farsa, delle baggianate che lo volevano personalmente responsabile della crisi e dell’innalzamento dello spread – ha un valore aggiunto elettorale innegabile e può determinare una più rapida risalita dei consensi del centrodestra. Deve però essere consapevole degli errori che ha fatto – e che ha pagato non solo in prima persona, visto che hanno privato gli italiani di un governo legittimamente eletto – e non ripeterli. In primis deve ricordare che no man is an island… In secundis che non si dice ai giornalisti – soprattutto tedeschi – tutto quello che si pensa…