Caro Celentano, la vendetta è un piatto che si serve freddo

Parlano tutti di «colpo di reni» e di «gol al novantesimo» segnato da Mediaset. Il concerto live di Adriano Celentano sarà trasmesso da Canale 5. Ora la notizia è ufficiale perché sono stati presentati i palinsesti autunnali del Biscione. Tutti felici e contenti, a partire dal Molleggiato che aveva visto tramontare il tentativo di trattativa avviato con la Rai dalla moglie Claudia Mori. In più, i rapporti con Sky si sono deteriorati da tempo e un’altra porta si era chiusa. Le agenzie di stampa, in coro, hanno parlato di «grande operazione commerciale». Indubbiamente è così, ma c’è qualcosa di più. Celentano aveva più volte criticato le tv del Biscione per le interruzioni pubblicitarie (e invece, durante le serate, sono previsti quattro break). Già questa è una piccola rivincita. Poi c’è la sensazione che la pecorella smarrita sia tornata all’ovile. Nessuno infatti ha dimenticato quando, a “Rockpolitik”, davanti a Michele Santoro nel ruolo di vittima della dittatura mediatica del Cavaliere («ridatemi il mio microfono»), il Molleggiato faceva scorrere su uno schermo la graduatoria della libertà di stampa stilata da Freedom of the Press che poneva l’Italia al 77° posto. Il tutto per far capire che l’uomo di Arcore aveva messo il bavaglio al Paese intero, uno “scandalo” internazionale, una “vergogna” mondiale. Scherzi del destino, ora il bavaglio a Celentano l’ha tolto proprio la tv berlusconiana, senza nemmeno preoccuparsi delle sue esternazioni. E questo sa di ceffone in pieno viso rifilato all’ex ragazzo della via Gluck.