Butti: smascherato il golpe dei furbetti

Sono rimasti con le pive nel sacco i sabotatori che puntavano al commissariamento della Rai. Dopo tre giorni di braccio di ferro, la Vigilanza ha “sformato” il nuovo Cda di viale Mazzini (4 in rappresentanza di Pdl e Lega, Todini, Pilati, Rositani e Verro; 2 in quota Pd, Colombo e Tobagi; 1 per l’Udc, De Laurentiis). «Il Parlamento è stato reattivo, la legittimità degli atti e la trasparenza hanno battuto la dietrologia di chi avrebbe preferito lo sfascio alla soluzione dei problemi», dice Alessio Butti, capogruppo del Pdl a San Macuto.

Soddisfatto?

Direi proprio di sì, c’era qualcuno che aveva previsto scenari apocalittici non soltanto per la Rai. Abbiamo sventato il tentativo di golpe che gli esponenti del Pd avevano prospettato invocando il commissariamento.

Si aspettava il terremoto suscitato dal caso Amato fino a sfiorare l’incidente istituzionale?

Sinceramente non mi aspettavo la posizione di Amato, sulla strumentalizzazione politica degli avversari nessuna sorpresa, hanno cercato di cavalcare la vicenda a proprio vantaggio. La sua scelta in contrasto con il gruppo si capiva senza che il gallo cantasse tre volte. Da capogruppo avevo contattato tutti i consiglieri, poi ho riunito il gruppo e detto chiaramente di non fare scherzi perché si rischiava di far saltare tutto. Ho chiesto la massima attenzione, dopo di che il senatore Amato (dopo aver votato per Flavia Piccoli Nardelli) ha votato scheda bianca in dissenso dalle decisioni prese.

Un capriccio o un segnale di avvicinamento a Futuro e libertà?

Non credo, piuttosto è ora di finirla con questi “eroi” che per farsi gli affari propri rivendicano chissà quale libertà di coscienza. Allora si devono candidare nella lista Autonomia e coscienza.

Vanno di moda i battitori liberi?

Anche io ho votato provvedimenti che non condividevo, ma quando un gruppo prende una decisione ci si adegua, altrimenti si sta fuori. Qualcuno mi si deve spiegare poi il grande curriculum della Piccoli Nardelli.

E il comportamento di Schifani, “passato per le armi” da Pd, Udc, Italia dei Valori? E l’entrata a gamba testa di Fini?

Il comportamento del presidente del Senato è stato ineccepibile. Quanto a Fini, farebbe meglio a smetterla di fare il primo della classe su tutto: prima ha promosso il nuovo sistema di voto in Aula per poi scoprire che è inutile e costa molti soldi, poi ha fatto la crociata per il taglio alle prebende e ci si accorge che compie 60 anni proprio alla scadenza delle leggi. Lo conosciamo tutti… Schifani fa benissimo a non inseguirlo sul piano della demagogia, è un signor presidente. È un classico di Fini sfilarsi dalle situazioni di responsabilità: prima ha rinviato al collega del Senato la questione della presenza in Vigilanza di Coesione nazionale, ora gli rimprovera di aver commesso un atto «inaudito».

Però Schifani ieri è stato “costretto” a intervenire in aula per dare spiegazioni…

La legge è molto chiara. È vero che i componenti della Vigilanza sono scelti dal Parlamento ma su designazione dei gruppi. È evidente che se il Pdl ha un commissario in più è lui che decide chi deve uscire.

Una parola sui nuovi commissari in quota Pd?

Su Colombo che dire? Al momento del rinnovo del Csm indicheremo un giornalista, mi auguro che l’ex magistrato sappia distinguere la televisione dal televisore. Alla Tobagi dico “non basta essere una brava giornalista” né la figlia di… Abbiamo un profondo rispetto per sua padre, ma non può essere un titolo di merito.

Flavia Piccoli Nardelli, supportata da Fli e dal Pd, è rimasta fuori

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