Bersani si guarda allo specchio (dal tabernacolo)

Tutto ciò che c’è di buono è di sinistra, tutto ciò che c’è di male è di destra. Elementare, Watson. Parola di Pierluigi Bersani. E se, per caso, ci fosse qualcosa di male a sinistra non preoccupatevi: quella cosa è di sinistra solo per un’errata interpretazione dei fatti e delle cose, perché poi – a ben vedere – è riconducibile al nemico, e quindi alla destra. Non è un giro di parole contorto, è la tesi del leader del Pd che sembra fare un salto indietro di parecchi anni. Il rispetto degli avversari tanto auspicato da Napolitano? Chissenefrega,  «Io parlo – ha detto Bersani – con chi è contro Berlusconi, contro la Lega, contro le destre e contro i populisti». E ancora: «I populisti possono far finta di nascere a sinistra ma poi finiscono sempre per essere di destra». Non ne avevamo dubbi. Ma non è tutto. Il segretario del Pd ha fatto anche riferimento a «leader che governano i partiti dal tabernacolo, che vogliono comandare senza presentarsi ma andando avanti in questa direzione penseranno di governare l’Italia dal tabernacolo». E rispunta l’ossessione berlusconiana che cresce col nervosismo. Anche perché se Bersani ha deciso di non aprire bocca con chi è di destra e con i “compagni che sbagliano” finisce per parlare solo con i Franceschini, le Rosy Bindi e gli Enrico Letta. Come prospettiva non è un granché. In alternativa potrebbe parlare guardandosi allo specchio. Dal tabernacolo.