Bersani fa l’interprete del Cav. Ma non ne azzecca una

Attenti a quei due, vi dico io di che cosa parleranno e soprattutto quel che dovete scrivere. Pierluigi Bersani si è improvvisato un po’ chiaroveggente e un po’ indovino, ha letto nella sfera di cristallo e ha anticipato i contenuti della conferenza stampa che Berlusconi avrebbe dovuto tenere – qualche ora dopo – con Angelino Alfano. E subito sono andate in rete le sue “previsioni”: «So già – ha raccontato ai giornalisti – cosa diranno… diranno che vogliono l’uomo solo al comando. E l’uomo solo al comando è sempre quello lì, ma non fa bene all’Italia». La tecnica è sempre la stessa, dare alla stampa le “direttive” per l’impostazione degli articoli, regalando il commento preventivo. Una tecnica già sposata da Mario Monti che, prima ancora di illustrare i provvedimenti del governo tecnico, suggeriva il nome per i titoli, da “Salva Italia” a “Cresci Italia”, così da ottenere un impatto mediatico positivo (l’esatto contrario di quanto avveniva con il governo Berlusconi). Peccato per Bersani, però, che come indovino s’è dimostrato molto carente: alla conferenza stampa in via dell’Umiltà, infatti, Berlusconi non c’era. Peraltro, il segretario del Pd ha parlato del Cavaliere come «l’uomo solo al comando». L’uomo solo al comando della corsa era Fausto Coppi, il più grande ciclista di tutti i tempi. Una gaffe, quella di Bersani. Che rischia di rimanere un gregario.