Pizzarotti annuncia la giunta extra-small

Ha aspettato l’ultimo giorno utile per accendere i motori, il grillino Federico Pizzarotti, trentanovenne e acerbo neosindaco di Parma. Dopo 24 giorni dal voto che ha consacrato l’exploit della lista 5 Stelle, ieri pomeriggio si è tenuta la prima seduta del consiglio comunale con il giuramento di fronte all’assemblea, la lettura del programma e il battesimo della tanto sospirata giunta, avvolta nel mistero fino all’ultimo. Felpatissimo, il primo cittadino. che non si aspettava la fascia tricolore, si è mosso con grande lentezza per evitare passi falsi sotto il peso del buco di bilancio (inferiore comunque alle cifre sparate dal commissario prefettizio) e dell’inesperienza. Ha avuto serie difficoltà nel riempire le caselle degli assessori disponibili all’impresa («non so se per giovedì ce la farò», ha detto l’altro ieri) anche se la città finora gli perdona il tocco naif. I maligni – anche tra le file del Pd, che ancora non ha ingoiato la sconfitta – mormorano che la sera il gruppo dei consiglieri grillini vada a scuola di diritto amministrativo. Ufficiali alla vigilia soltanto tre “ministri”: Gino Capelli, che avrà la delicata delega al Bilancio, Gabriele Folli all’Ambiente e Cristiano Casa al Turismo. Ancora vuote le poltrone di Welfare, Cultura, Lavori Pubblici, Sport e Politiche sociali. Soltanto a poche ore dal Consiglio Pizzarotti (che ha concluso l’intervento con la citazione di Calamandrei “Lo Stato siamo noi”) ha ufficializzato la nomina di Nicoletta Lia Paci a vicesindaco e di Giovanni Marani allo Sport e alle Politiche giovanili. Grillina doc e consigliere eletta la Paci, della società civile invece Marani, già general manager dell’associazione pallavolisti parmensi.
Ancora una volta, il sindaco ha scelto Youtube per comunicare il nome degli assessori e il web per trasmettere la seduta in diretta. Tra i primi scogli la complicata chiusura dell’inceneritore in costruzione da parte della Iren, che è stato il filo conduttore della campagna elettorale. Il sindaco è chiamato a scegliere la forma più indolore per bloccare il cantiere e affrontare la mannaia delle penali (il solo costo dell’impianto è di 193 milioni, che sale a 300 con la rete di teleriscaldamento). Un’opera quasi ultimata e votata all’unanimità dal consiglio della Giunta Vitali. Ma l’annuncio di trasmettere on line i lavori non ha fermato la curiosità dei media,anche stranieri, per il fenomeno emiliano, tanto che l’ufficio stampa del Comune per la prima volta ha obbligato le testate giornalistiche e televisive a inviare la richiesta di accredito stampa e al pubblico di seguire la seduta dal maxischermo installato nel grande porticato del palazzo municipale. In aula, quindi, solo un numero limitato di invitati  per evitare «pericolosi assembramenti» con la maggior parte della stampa costretta a seguire i lavori in una sala attigua collegata in diretta video. Presenti i 32 consiglieri (venti per la maggioranza a 5 Stelle), più il sindaco e i cinque assessori. Per il casting del resto della giunta il movimento grillino continua a lavorare giorno e notte, dopo la bislacca idea di Pizzarotti di affidare alla rete la selezione dei curriculum. Per la carica di assessore ai Servizi sociali è stato sentito Fabio Fabbro, presidente del Forum Solidarietà Parma, che ieri avrebbe avuto il via libero definitivo del movimento. Per la Cultura quasi certamente la scelta cadrà su una donna per non prestare il fianco ad accuse di maschilismo: il derby sarà tra Paola Donati, direttrice della Fondazione Teatro Due, e l’ex Soprintendente ai beni artistici Lucia Fornari Schianchi. Tra i banchi dell’opposizione non ci sarà Vincenzo Bernazzoli, il candidato di centrosinistra battuto sonoramente al ballottaggio (oltre 20 punti), che ha rinunciato al seggio per rimanere presidente della provincia di Parma. Dure le polemiche per la scelta di affidare la vicepresidenza del consiglio a un esponente del Pd, dopo avere preso accordi solo con questo partito e non col resto della minoranza.