In periferia si vince con libri e fantasia

Ancora una grossa iniziativa nelle periferie romane, dove si riporta la cultura e si lavora per ricostruire un tessuto sociale lasciato solo per decenni dalla sinistra e che la Giunta Alemanno sta, giorno dopo giorno, rimettendo a nuovo. Succede così che anche un istituto scolastico come la scuola media di Villaggio Prenestino – che nel 2009 passò tristemente alle cronache per l’accoltellamento di un quindicenne da parte di suoi coetanei nel cortile – possa ora inaugurare una pagina tutta nuova attraverso l’apertura di una biblioteca scolastica rivolta a tutto il territorio. Una “biblioscuola” intitolata a Francesca e Giovanni Falcone, fortemente voluta dal sindaco Gianni Alemanno, iniziativa che ieri mattina è stata inaugurata dal presidente delle Biblioteche di Roma, Francesco Antonelli, dal direttore Alessandro Massimo Voglino, dall’assessore alle Politiche culturali Dino Gasperini, dal presidente della commissione Cultura di Roma Capitale, Federico Mollicone, dal presidente del Municipio VIII, Massimiliano Lorenzotti, e dal dirigente scolastico di Villaggio Prenestino, Raffaele Raso. Grande partecipazione ed entusiasmo «da parte di tutti i ragazzi della scuola, le famiglie e al personale docente – racconta Antonelli – ma soprattutto da parte degli abitanti della vasta zona, giunti incuriositi e interessati». Roma si è estesa nelle periferie in maniera disordinata e «credo fermamente nel sostegno culturale per costruire ex novo un’identità di quartiere».
Molte figure di qualità intorno a un’iniziativa che nasce da lontano: «Proprio due anni fa, quando il sindaco si recò all’istituto per parlare con le famiglie in occasione di quel drammatico episodio, Alemanno ci dette il “la” e noi ci prendemmo l’impegno di creare proprio lì un presidio delle Biblioteche di Roma», ci racconta il presidente. Una sfida vinta, un segnale forte che anche una periferia di Roma, nella zona di Lunghezza, può fornire un luogo di aggregazione, divertimento, passione, studio e partecipazione proprio all’interno di una scuola intitolata a due nomi simbolo della lotta alla mafia e a ogni forma di illegalità. «Ci siamo messi da subito a lavorare – racconta il direttore delle Biblioteche di Roma Voglino – lavorando sulla sala musica esistente, riarredandola e ristrutturandola interamente». Va tenuto presente «che la biblioteca nelle aree degradate rappresenta uno dei pochi presidi veramente graditi dalle persone, perché diventano dei poli multifunzionali: vi si studia, vi si trova materiale didattico. Ci vanno le persone anziane per leggere, si può consultare internet, si possono vedere film. In zone dove i servizi e le infrastrutture lasciano a desiderare non mi sembra una cosa da poco…». L’apertura di questa biblioteca è anche il frutto della motivazione e della collaborazione di un coraggioso gruppo di docenti convinti del valore sociale di questa iniziativa che fornisce la possibilità di completare la formazione scolastica anche ad alunni economicamente più svantaggiati.
Ma la sfida che il Campidoglio e le Biblioteche di Roma hanno voluto lanciare è andata oltre le mura scolastiche per riqualificare il volto di un’intera comunità colpita e offesa da quell’episodio di due anni fa. «Le Biblioteche di Roma hanno raccolto la sfida – racconta il presidente – trasformando una piccola sala di lettura dedicata alla musica in una vera e propria biblioteca, con il contributo determinante del Gabinetto del sindaco Alemanno. Un primo passo, questo, per riqualificare questa porzione della periferia romana», spiega Antonelli, che coordina qualcosa come 38 biblioteche, 15 bibliopoint, 9 biblioteche federate e ora «molte biblioscuole, che intendono rappresentare un po’ l’evoluzione del bibliopoint, ossia vogliono aprirsi a tutto il territorio circostante».
Per allestire la nuova biblioscuola sono stati infatti sostituiti i vecchi arredi con altri nuovi di zecca più adatti all’apertura al pubblico anche non scolastico. «Lo spazio è di 130 mq circa – dice Antonelli – Arriverà a ospitare un patrimonio di circa 8.000 documenti, 7.000 libri e 1.000 documenti in formato elettronico; è stato fornito di un banco prestito (per la consulenza, sorveglianza, lavoro sui libri) con due postazioni di lavoro e alcuni tavoli e sedie da lettura (15/20 posti a sedere), con aree dedicate alla narrativa e saggistica comprendente anche la sezione interculturale e la consultazione dei periodici. Aprire una biblioteca è un segnale di coraggio, un investimento in tempi di crisi che lancia una sfida al Nulla che avanza ovunque. È necessario colmare il vuoto, proporre modelli positivi, stimolare gli indifferenti, coltivare i valori. Insomma, ogni sfida si può combattere e vincere con un libro e con la fantasia», ha precisato  Antonelli.
E nessuno meglio di Marco di Cosimo, consigliere comunale del Pdl da sempre attivo nella zona, sa quanto ci sia bisogno di tutto ciò in questi quartieri che molto ha contribuito a riqualificare in questi anni. «Da sempre sostengo che la scuola e i luoghi di aggregazione culturale siano l’unica risposta al degrado di molte zone periferiche. Questa scuola, in modo particolare, è molto grande e la biblioscuola potrà rappresentare un polo d’attrazione per il vasto quadrante della zona Roma Est». Di Cosimo, tra l’altro, è particolarmente attivo nella creazione di infrastrutture in questa zona che ne ha bisogno come il pane. A settembre dovrebbe aprire finalmente l’asilo nido comunale Oscar Romero. Entro luglio dovrebbero partire la ruspe per la costruzione di un altro nido con gli oneri a scomputo della Convenzione M2, quella del Centro commerciale, per intenderci. Per quanto riguarda la questione materne, Di Cosimo si sta attivando per far costruire una scuola materna a Colle degli Abeti, vicino a nuova Ponte di Nona. Insomma, il Campidoglio è vicino alle esigenze delle periferie. Questa biblioscuola è un bel gol segnato.