Il techno-premier scopre che la crisi è nata in America e non in Italia

Triste e inutile scoprire di aver avuto sempre ragione e non essere stati ascoltati. Per Cassandra fu una maledizione. Ma a noi fa rabbia pensare a quanti – giornalisti, politici e giullari – fino a sei mesi fa giuravano che la causa della crisi economica era una persona sola, che Francia e Germania erano i virtuosi leader europei che ridevano di noi e ci davano i compiti a casa, che i politici – tutti, nessuno escluso – erano inetti e incompetenti e che una comitiva di professori e esperti (di non si sa cosa e non si sa scelti da chi) avrebbe risolto tutto in pochi mesi. Triste pensare che milioni di italiani si siano fatti abbindolare da una propaganda irresponsabile e antinazionale tanto da rinunciare al forse ultimo governo di espressione popolare e non dipendente da diktat stranieri e spargere petali di fiori sul cammino di nuovi padroni che – per l’ennesima volta nella storia – promettevano a tutti sigarette e cioccolata. E quanti altresì dignitosi personaggi hanno fatto a gara a saltare sul carro del vincitore offrendosi di lustrare scarpe. E quanti accendevano ceri sotto la statua del Santo Giorgio immacolato – su cui ieri persino il Fatto diceva cose che difficilmente possono essere ignorate – e festeggiavano il Divo Adriano che si metteva alla testa dei sanculotti che volevano ghigliottinare in piazza il padrone di Mediaset, azienda di cui oggi parla in toni entusiasti perché gli ha fatto una succulenta proposta di lavoro. E quanti ancora fanno la scia di bava ai piedi di Saviano, “scopritore” della Camorra, quella stessa organizzazione che oggi ci svelano avrebbe imposto allo Stato (quando Berlusconi non c’era) di cambiare persino il direttore dell’amministrazione penitenziaria. Ci vuole un antiemetico.