Il “suicidio” dell’Ump, un regalo alla gauche

E ora, in attesa della partita decisiva di domenica prossima, è il Partito Socialista del presidente Francois Hollande a tenere salde in pugno le redini delle legislative, sfruttando alla grande gli errori dell’Ump. Il partito dell’ex presidente Sarkozy ha molto da rimproverarsi per aver impostato la chiave tattica della partita sull’assunto: mai accordi con il Front National di Marine Le Pen. Una chiave che sta di fatto consegnando la Francia alle sinistre.
A urne chiuse, nonostante l’astensione record (43%) e con le percentuali delle singole circoscrizioni ancora da definire, l’unica certezza, infatti, è che il governo francese andrà alla gauche e non ci sarà la coabitazione con i moderati dell’Ump. E questo nonostante un risultato sostanzialmente equilibrato, con la differenza di uno “zero virgola" tra Ps e Ump, che si attestano entrambi attorno al 35,2-35,3%. Ma, grazie ai grossi errori strategici dell’Ump, ora Hollande può contare, già dal primo turno di queste elezioni legislative, su una solida maggioranza in Parlamento in virtù di una rete di accordi politici che non sono andati tanto per il sottile e si sono indirizzati anche ai partiti della sinistra più radicale.
Il primo turno di ieri consegna infatti dai 305 ai 353 seggi alla cosiddetta sinistra parlamentare. La vittoria della sinistra è sfaccettata: 40,2% a Ps e Verdi e 6,9% al Front de Gauche. Ump e alleati di centrodestra fermi al 35,4%. Marine Le Pen con il 13,6 per cento di preferenze passa il secondo turno e continua la corsa verso l’Assemblea Nazionale.
La domanda banale che molti “uomini e donne della strada" si pongono è come mai i socialisti si possano permettere di accordarsi con la sinistra estrema e nessuno reclama, mentre l’Ump non possa fare altrettanto con la destra di Marine senza che vengano giù fulmini e saette. Questo, in effetti, è stato il nodo politico. Proprio il “cordone sanitario" intorno alla leader del Pn da parte di tutti gli schieramenti politici alla luce dei risultati si è rivelato un elemento che ha regalato al partito di Hollande le chiavi della vittoria della partita legislativa e all’Ump la prova di una sconfitta annunciata. Una conferma viene anche dalla lettura dei risultati elettorali da parte del quotidiano Le Figaro, che sembra l’esemplificazione della tattica disastrosa scelta dall’Ump. «L’affermazione di Marine Le Pen è notevole, la leader del Fn ha già annunciato che il partito resterà in lizza nelle triangolari in cui è riuscita ad essere presente, dunque nessun accordo con l’Ump, questo rientra nella sua strategia di affermarsi come forza alternativa, in lotta tanto con il Ps quanto con l’Ump».
Dalla sua ottica (che non è naturalmente la nostra) il quotidiano continua: «L’Ump, dal canto suo, nella storia della Repubblica non ha mai negoziato con il Front National, bisogna darne atto a Francois Chirac e Nicolas Sarkozy – ha proseguito l’articolo di Richard Heuzè, corrispondente in Italia del quotidiano di area moderata – Quindi non possiamo attenderci che cambi strategia domani: se così fosse, gli elettori non capirebbero». Questo l’“augurio", non tanto sorprendente se visto da parte avversaria, ossia di perseverare nell’errore strategico senza mediare con un accordo politico. Un augurio a cui dal canto suo l’Ump sembra voler tener fede, viste le dichiarazioni di Jean Francois Copè, segretario dell’Ump, che ha garantito che il suo partito «non farà nessuna alleanza con il Front National» di Marine Le Pen, lanciando un forte appello alla mobilitazione, in vista del secondo turno di domenica. L’Ump dunque non si allerà con il Front National né farà patti con il Ps per bloccare il candidato dell’estrema destra. Una linea del «né Ps né Fn» che Copè ha confermato anche ieri, dopo la chiusura della riunione dell’ufficio politico che ha preso questa decisione. «Nei casi di triangolare chiediamo alla totalità dei nostri candidati che possono farlo di restare. Nei casi di duelli tra il Fn e i candidati della sinistra non si tratta di votare per il candidato del Fn né per quello socialista» che avrebbe scelto l’alleanza con il Front de Gauche di Jean-Luc Mèlenchon: «Il Fn e il Front de Gauche provengono dagli stessi populismi e dagli stessi estremismi».
Restano pochi giorni al centrodestra per cercare di frenare l’avanzata dei socialisti, eppure, nonostante i sondaggi vedano di buon grado due elettori su tre dell’Ump fare accordi a livello locale con l’estrema destra, l’opzione viene disdegnata. Un’opzione che all’interno del partito molti invece appoggerebbero, a dimostrazione di uno sfilacciamento progressivo del partito. Il partito dell’ex presidente francese è disorientato, diviso. La fine dell’era Sarkozy, del resto, ha creato scompiglio in un centrodestra in cerca d’autore e soprattutto di strategie. Un elemento che è stato sottovalutato è stato quello sicuramente della Francia “profonda" su cui il Front National fa presa. «Pesca voti ovunque, ma soprattutto nelle classi popolari, perché è un partito popolare», ha spiegato ancora Heuzè, evidenziando il dato della circoscrizione di Henin-Lietard, dove «la le Pen è arrivata davanti a Jean-Luc Mèlenchon, il leader del Front de Gauche», che è stato sconfitto. «E si tratta di una delle circoscrizioni più operaie, chi ha votato per Marine le Pen viene dalle classi popolari». E proprio questo è uno degli altri elementi di riflessione che l’Ump avrebbe potuto portare al mulino di un centrodestra da ripensare, in un momento in cui si registra il crollo del Front de Gauche, il partito di sinistra che aveva raccolto il 13 per cento alle presidenziali e ora si è attestato sul 6,5 per cento delle preferenze.
Anche se Le Figaro conclude dicendo che tutto sommato non si tratta di un risultato negativo per l’Ump, in realtà quel che resta è un partito diviso e insoddisfatto della rotta indicata in queste elezioni e un Hollande col vento in poppa che ora può invocare di rafforzare il «vento del cambiamento» e pescare anche tra i delusi dell’elettorato dell’Ump, invocando il “voto utile" per rafforzare una posizione che gli consentirebbe di avere i numeri anche facendo a meno delle “ali" dei partiti di sinistra. Insomma, un suicidio tattico per l’Ump, un autogol su autogol.
Naturalmente gli avversari si sfregano le mani e rinnovano inviti “interessati”: «Invito l’Ump ad essere chiaro. Siamo in una Repubblica, molti ci guardano, in Francia ma anche in Europa, credo che bisogna essere chiari quando difendiamo certi valori e la dignità del nostro Paese», ha detto ieri la leader del Ps, Martine Aubry, annunciando contemporaneamente il ritiro della candidata socialista nel Vaucluse, arrivata in terza posizione dietro alla candidata dell’estrema destra e a quello dell’Ump, un ritiro che andrà a tutto vantaggio del candidato dell’Ump ed eviterà la vittoria del Front National.
Il cordone sanitario intorno a Marine Le Pen, per impedirle l’ingresso all’Assemblea Nazionale francese, continua ad essere determinante per la  consegna del Paese alla sinistra. Dopo il pessimo risultato nella circoscrizione di Henin-Beaumont, dove si è piazzato terzo, il candidato dell’estrema sinistra Jean-Luc Melenchon ormai fuori dalla corsa ha fatto sapere che si schiererà con il candidato socialista Philippe Kemel, affinché ottenga il massimo dei voti contro la candidata del Front Nazional. Dal canto suo, Marine Le Pen è euforica: «Il fallimento di Melenchon dimostra il totale distacco tra di lui e l’elettorato popolare, che non ha aderito alla sua campagna radical chic, aggressiva e spregevole», ha commentato, dicendosi sicura che ora il Front Nazional entrerà in parlamento. In un collegamento televisivo, al quale partecipava anche Melenchon, la Le Pen ha punzecchiato il leader del Front de Gauche sui suoi rapporti non proprio diplomatici con i socialisti di Henin-Beaumont, che ora appoggia apertamente. Durante la campagna elettorale, infatti, Melenchon aveva denunciato il Partito socialista locale di «corruzione». Ma ora tutto cambia pur di fermare la Le Pen. Con l’Ump che rimane a guardare.