Hugh Grant fa la morale (proprio lui) a Berlusconi

Lo scenario è il forum paneuropeo sul pluralismo dei media e i new media. L’oratore è il popolare attore Hugh Grant, già condannato a due anni di liberà vigilata per atti osceni (era stato sorpreso in auto con una prostituta). A sorpresa nel dibattito spunta Silvio Berlusconi. Hugh Grant si mette in cattedra e sentenzia: «Tutti quelli che amano l’Italia e nessuno ama l’Italia più di me, sono stati preoccupati nel vedere l’influenza di Berlusconi non solo sulla democrazia ma anche sulla cultura». Per l’attore l’ex premier è anche «un pericolo» per la democrazia in Europa. Basta? No. Grant si spinge ancora oltre: secondo lui è assurdo che un uomo che è stato travolto da «tanti e tanti scandali che avrebbero ucciso ogni altro politico» continui a occupare posizioni di potere o comunque vicine al potere. In bocca all’attore, certe sortite moralistiche risultano quanto mai ipocrite. Per nostra fortuna Grant ha concluso osservando che «gli elettori sono liberi di eleggere chi vogliono». Meno male: da come era partito, temevamo che l’Italia finisse anche sotto il commissariamento dei vip londinesi. Pericolo scongiurato (in parte) ma per Hugh Grant vale comunque la massima: da quale pulpito…