Francia: il Ps non sfonda, eletta Marion Le Pen

È una Francia che si risveglia piena di contraddizioni, all’indomani delle elezioni legislative. Troppo facile liquidare il tutto con la maggioranza assoluta passata dall’Ump di Nicolas Sarkozy al Partito socialista e ai suoi alleati della sinistra radicale.
Se, infatti, da un lato si conferma la tendenza delle presidenziali di maggio, con il Ps di Francois Hollande primo nell’Assemblea nazionale, 314 seggi contro i 229 del centrodestra (nel 2007 l’Ump aveva ottenuto 320 seggi contro i 204 del Ps) è vero pure che per la prima volta nella storia della quinta repubblica non ci sarà un gruppo comunista all’assemblea francese, visto che gli eletti sono stati solo 13 sui 15 necessari per formare un gruppo autonomo. Una vittoria che non è neppure così travolgente: la sinistra non ha ottenuto la maggioranza dei tre/quinti al Congresso, pari a 378 tra deputati e senatori, necessaria per approvare le riforme costituzionali.
Altra contraddizione, tutti esaltano il record di presenze femminili (il quotidiano della gauche “Liberation” è uscito addirittura con una prima pagina in rosa): centocinquantacinque donne su 577 seggi pari al 27 per cento. Eppure le esclusioni illustri al femminile sono tante e pesanti: in primis la bocciatura dell’ex candidata socialista all’Eliseo (ed ex moglie dell’attuale inquilino) Ségolène Royal, battuta nella circoscrizione di La Rochelle. Sconfitte pesanti anche per due esponenti sarkoziste: l’ex ministro della Difesa, Michèle Alliot-Marie (Ump) e Nadine Morano per la quale si era mobilitato Francois Fillon in persona.
Le Pen, vincitrice senza seggio
Il voto di domenica conferma inoltre il successo senza precedenti registrato nelle elezioni presidenziali dal Front National che conquista due seggi all’Assemblea nazionale, per la prima volta dalla reintroduzione dello scrutinio uninominale.
Le due storiche vittorie sono arrivate da due circoscrizioni del sud della Francia, la seconda del Gard, bastione storico della destra transalpina, e la terza della Vaucluse, grazie a due candidati molto diversi tanto nell’atteggiamento che nel percorso politica: la giovane Marion Marechal-Le Pen, nipote del patriarca Jean-Marie e fiera portatrice del testimone di famiglia. A 22 anni sarà la più giovane deputata della storia di Francia. Eletto anche l’irruento avvocato sessantaquattrenne Gilbert Collard, giovane socialista convertito prima al centrismo e poi alla causa frontista.
Il terzo deputato è il presidente della Ligue di sud, Jacques Bompard, ex militante del Front national che nel 2010 decise di lanciare la propria lista, il cui nome si ispira alla Lega Nord italiana. Resta invece fuori, per un soffio, Marine Le Pen, leader del partito e grande promotrice del suo rinnovamento, battuta per un centinaio di voti dal socialista Philippe Kemel nella sua Henin Beaumont, cittadina di cui è stata per anni consigliere municipale. Un verdetto che la Le Pen ha chiesto di verificare, con un riconteggio delle schede, a causa dello scarto ridottissimo (118 voti su oltre 45 mila aventi diritto), ma la richiesta è stata respinta dalla prefettura. La brutta notizia personale non è però bastata a rovinarle l’umore, nella serata del trionfo della formazione di cui la sua famiglia ha scritto e continua a scrivere la storia. «È un enorme successo», un «risultato storico», ha commentato ai microfoni delle tv francesi a pochi minuti dalle prime cifre ufficiali, congratulandosi con i suoi candidati, eletti e non, per il «punteggio spettacolare» raccolto, e per aver riportato il Fn all’Assemblea «dopo 25 anni di assenza illegittima».
Per ritrovare dei deputati del Fn nella camera bassa del Parlamento francese bisogna infatti risalire fino al 1986, quando  si votò, per una prima e unica volta, con il metodo proporzionale. Favoriti da una formula in cui il voto va al partito, e non alla singola persona, i frontisti riuscirono a conquistare ben 35 seggi. Negli anni successivi, il ritorno all’uninominale ha sancito la nuova esclusione dal parlamento per il Fronte, con una sola, parziale eccezione. Nel 1997, quando Jean-Marie Le Chevallier, candidato nella circoscrizione di Tolone, riuscì a farsi eleggere, ma vide poi la sua vittoria invalidata per una tripla infrazione alla legge sul finanziamento della campagna elettorale.
Risultati definitivi
Il Ps ha ottenuto 280 seggi, Divers gauche 22, Radicaux de gauche 12. I verdi 17, il Front de gauche 10 e gli indipendentisti della Martinique 2. La sinistra nel suo insieme conquista 343 seggi. All’Ump sono andati 194 seggi, al Nouveau Centre e divers centristes 14, divers droite 15 e radicali 6, per un totale di 229 seggi. Tre seggi sono andati alla destra, due dei quali al Front National, e due al MoDem. Primo partito l’astensione: ha votato solo il 56 per cento degli aventi diritto, il dato più basso della storia della quinta repubblica.