Dal Pantheon pressing su Angela

Una bella cartolina dall’Italia riportano in valigia quelle centinaia di turisti che ieri a Roma sciamavano in una piazza del Pantheon insolita, circondata da gazebo, vivacizzata da tricolori, bandiere francesi, greche e dell’Unione europea. Ragazzi e non solo con t-shirt con su scritto “Sfida la Merkel” distribuivano volantini e raccoglievano firme in una piazza già spettacolare di suo, ma che ieri non era più solo romana, ma per qualche ora ha indossato un abito dal taglio decisamente europeo e non solo turisticamente. Nonostante l’afa portata da Scipione, nonostante lo sciopero dei mezzi pubblici a Roma, in tanti sono venuti a lanciare il guanto della sfida alla Cancelliera tedesca – che era a Roma con Hollande e Rajoy nel summit con Monti – nel corso della giornata di mobilitazione in favore di crescita, sviluppo e occupazione, organizzata dal vicepresidente del parlamento europeo, Roberta Angelilli, dal senatore Andrea Augello e dall’associazione giovani del Pdl Officina futura. Una manifestazione che ha l’obiettivo di lanciare una petizione popolare che si proietterà nei giorni prossimi a sostegno di proposte concrete ed efficaci contro la crisi.

Calcio e politica
La parola “euro”, ieri pronunciata in tutte le lingue, ha accomunato romani, militanti del Pdl, francesi, spagnoli e anche tedeschi, molto attenti alle sorti dei colloqui che erano in corso a Villa Madama nell’incontro quadrangolare che precede la partita “finale” di fine giugno a Bruxelles. Non a caso il calcio nella sua dimensione metapolitica «ha proposto una singolare triangolazione: summit, partita Grecia- Germania in serata e mobilitazone popolare», dice sotto il caldo cocente l’assessore alle Infrastrutture della Regione Lazio, Luca Malcotti. Politica e sport si specchiano in momento drammatico per le sorti della Grecia.
Nel corso del pomeriggio infatti è stata realizzata una coreografia simbolica e a partire dalle 20.30 è stata trasmessa “la” partita che metteva di fonte il David e il Golia dell’Unione europea. Tanti i cuori a battere per la Grecia: «Per la prima volta in vita mia non tiferò Germania», racconta Vincenzo Fratta, già presidente di Municipio e da sempre impegnato sul fronte sindacale con l’Ugl. «Noi italiani per tradizione, quando non giocava l’Italia, tifavamo Germania. Oggi non più».
Anche chi non era al corrente della mobilitaziome del Pdl ha finito per essere coinvolto dal senso della manifestazione, se non altro per ripararsi dal sole, ieri implacabile più che mai, riparandosi all’ombra dei gazebo e prendendo visione del materiale esplicativo sulle richieste precise che devono essere avanzate all’Europa per superare la miopia della Merkel e la sua visione rigorista che di fatto sta bloccando lo sviluppo. Per cui, moltissimi si sono ritrovati in coda a firmare subito le schede della petizione.
«È importante», dice l’Angelilli, «che anche i cittadini siano parte integrante del processo decisionale, che non può essere relegato solo ai vertici istituzionali, se pur importanti. È fondamentale che il governo italiano nel prossimo vertice europeo del 28 e 29 giugno senta l’appoggio di un mandato popolare e non solo parlamentare», dichiara mentre invia le foto della piazza imbandierata e lo schermo pronto per la partita ai suoi colleghi greci a Bruxelles. «Anche alla luce dell’impegno della Grecia, che è pronta a fare la sua parte, lanciamo una sfida positiva ad Angela Merkel: non possiamo più accettare una strategia economica e finanziaria fatta solo di austerità e rigore, ma pretendiamo un piano concreto per il lavoro e la crescita».
Una sfida, dunque alla politica di “frau” Merkel all’insegna della triade “Lavoro, crescita e sviluppo: fai sentire la tua voce”, come recitano striscioni e volantini. Le richieste sono precise: «Chiediamo alla Merkel di ragionare su una serie di progetti concreti che il Parlamento europeo ha già approvato e che stanno a cuore a molti Stati membri, non solo a quelli più in difficoltà, come la Grecia e il Portogallo, ma anche all’Italia, alla Francia, all’Austria e a tanti altri che vogliono aprire la fase 2: rigore, austherity e ordine dei conti, ma adesso anche occupazione, sviluppo e crescita» spiega ancora l’Angelilli.

Project bond, tobin tax, riforma della Bce
«I progetti sono noti», dice Marco Di Cosimo, consigliere comunale di Roma: i project bond, la tobin tax, cioè la tassa sulle transazioni finanziarie con cui si recupererebbero circa 60 miliardi di euro l’anno, l’accesso al credito per le Pmi, quindi infrastrutture su tutto il territorio europeo, riforma dell Bce». Insomma, occorre un piano strategico a largo spettro contro la spirale recessiva, che possa innescare nuove opportunità di lavoro, perché la situazione è pesante: in Europa un giovane su tre è disoccupato e in Italia quasi il 36% è senza lavoro. «Ci rivolgiamo alla Merkel, che in Europa è la più “sorda” sotto questi punti di vista», continua Di Cosimo. «Questo è anche comprensibile, capiamo le loro paure e i loro timori, però, come ha detto il presidente della Repubblica, nessuno si salva da solo. Mi viene da chiedere alla cancelliera: chi continuerà più a comprare Mercedes e Wolkswagen, se la spirale recessiva non cesserà?…».
«Non possiamo confondere il rigore con il rigorismo, sono due cose diverse», ha avvertito il senatore Andrea Augello, tra i promotori della manifestazione. «Il nostro concetto è che chi sta nel fiscal compact deve poter contare in Europa sulla Banca centrale, che faccia il suo mestiere garantendo il debito sovrano, e deve poter contare sul fatto che fuori dal patto di stabilità ci sia, con i project bond e con gli eurobond, un volano di sviluppo che rilanci l’economia». Questa è anche l’idea del governo italiano,  ha aggiunto Augello, «ed è anche l’idea del governo spagnolo e di Hollande. Quindi, è il caso di portare questa idea all’interno di un movimento europeo e non lasciarla nelle discussioni negli incontri bilaterali».

Italia, Spagna, Francia: inizia il pressing

Vai col pressing alla Merkel, dunque. «Una provocazione – ha spiegato poi  il consigliere di Roma Capitale, Federico Rocca – con la quale vogliamo dire alla cancelliera tedesca che serve una politica unita e coesa basata sul principio di solidarietà fra gli Stati membri. Chi ha speculato sui debiti e sulla crisi altrui – ha concluso Rocca – ora deve smetterla: per gli interessi di un solo Paese che non vuole indietreggiare di un millimetro stiamo rischiando di far fallire non  la Grecia, ma tutta l’Europa».
Tante le adesioni all’iniziativa: i senatori Cesare Cursi, Laura Allegrini e Oreste Tofani; il vicesindaco di Roma Capitale, Sveva Belviso, i consiglieri di Roma Capitale Federico Guidi, Federico Rocca; il presidente del IV Municipio di Roma Capitale, Cristiano Bonelli; il presidente dell’Ater di Roma, Bruno Prestagiovanni; i consiglieri della Regione Lazio Luigi Abate, Annalisa D’Aguanno, Francesco Saponaro; i consiglieri della Provincia di Roma, Francesco Petrocchi, Anselmo Tomaino, Gabriele Lancianese, Andrea Simonelli. Molti sono giunti da fuori Roma, come l’assessore ai Lavori pubblici e Manutenzioni del Comune di Frosinone, Fabio Tagliaferri; l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Viterbo, Daniele Sabatini; il consigliere comunale di Latina, Andrea Palombo; il consigliere comunale di Ardea, Riccardo Iotti (Giovani Pdl); l’assessore di Fonte Nuova, Mauro Fantera; le associazioni Area-Rieti, Arcadia, Eurota. Tutti “in pectore” a pensare “forza Grecia”. Comunque vada la partita sul rettangolo di gioco.