Chi ha paura di un premio alla memoria?

Più che grondare antifascismo militante, l’appello dell’Anpi contro la celebrazione del Premio Roma “Bartolo Gallitto e Raffaella Duelli” nella sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini trasuda antitalianità e nostalgia per la guerra civile.
L’evento, dedicato alla memoria dell’ausiliaria scelta della Decima Mas e dell’ufficiale del battaglione nuotatori paracadutisti, ha scatenato le ire dell’Associazione partitigiani d’Italia e dell’opposizione capitolina che gridano al “sindaco fascista” (reo di aver concesso la sala) e all’offesa arrecata alla città Medaglia d’Oro della Resistenza.
«La celebrazione di chi ha fatto, in collaborazione con i nazisti, strage di partigiani e civili italiani non deve avvenire nel silenzio dei democratici», tuona un comunicato che convoca tutti gli antifascisti romani ai piedi del Campidoglio per denunciare alla città questo scempio della memoria e ribadire l’indegnità del sindaco che la governa». Non sanno, evidentemente, che il premio promosso dall’associazione “Campo della Memoria”, che si svolge da tre anni senza che nessuno abbia mai alzato un dito, non è un riconoscimento ai due marò della Rsi ma a due grandi italiani che a guerra finita si sono spesi per la patria. «È un omaggio a due cittadini romani per quello che seppero donare all’Italia nell’interminabile dopoguerra italiano», replicano gli organizzatori Federico Guidi e Marco Di Cosimo, consiglieri capitolini del Pdl. Dopo l’esperienza da ausiliaria e la prigionia, la Duelli è stata per decenni al fianco dei più deboli ed emarginati delle borgate romane. Assistente sociale, ha fondato la Città dei Ragazzi dove ha lavorato per oltre 40 anni aiutando orfani e mutilati. Tra le opere più meritorie quella del recupero dei nostri soldati caduti durante la seconda guerra mondiale, che ha consentito la costruzione del Campo della Memoria di Nettuno, un sacrario militare riconosciuto dal ministero della Difesa, dove nel 2004 vennero traslate sessantatré salme di marò del battaglione Barbarico e nove eroi senza medaglia per i quali non è stato possibile compiere il riconoscimento. «Nell’opera di recupero delle salme e nella quotidiana attenzione per chi soffre – spiegava con dolcezza l’ex ragazza di Salò morta nel 2009  – c’è la stessa forza dei valori. Quegli ideali di solidarietà e patriottismo che animavano la mia prima giovinezza li ho trasferiti nell’impegno per i bambini delle periferie romane».
Gallitto nel dopoguerra non è stato solo un esponente di spicco della destra italiana e consigliere comunale del Msi, ma un ottimo avvocato, esperto in diritto del lavoro e previdenziale, al fianco dei più deboli nelle vertenze previdenziali, componente laico del Csm votato all’unanimità del Parlamento italiano. C’è un filo rosso che lega queste esperienze di vita che hanno attraversato le tempeste d’acciaio del Novecento, l’impegno in tempo di guerra e in tempo di pace: quello dell’ausiliaria della Decima e dell’assistente sociale di bambini disagiati, quello del comandante del battaglione Vegas e del principe del foro. Ma per il presidente dell’Anpi di Roma, Vito Francesco Polcaro, (che ieri ha presidiato con pochi fedelissimi la colonna Traiana) la manifestazione è uno scandalo perché vuole «celebrare la Repubblica di Salò e il fascismo», dice confessando di non aver mai sentito parlare della Duelli. Per non dire delle dichiarazioni al veleno del consigliere democratico Enzo Foschi contro una celebrazione in contrasto «con la Repubblica italiana, la nostra Costituzione e i valori della democrazia». Eppure il profilo dei premiati dovrebbe rassicurarli: Adalberto Baldoni, scrittore, giornalista ed ex consigliere capitolino, Cristoforo Morocutti, primario e professore universitario, Augusto Sinagra, docente di Scienze politiche alla “Sapienza” di Roma, e il preside del liceo Kennedy. Nessun torcicollo, nessuna nostalgia. «Dispiacerà ai nostalgici dell’odio e della guerra civile permanente constatare che questo premio viene consegnato a chi concretamente si è saputo donare per Roma senza anacronistiche camicie nere ma con quei valori autentici per la Patria e per il nostro popolo che chi vive nell’odio di parte non riuscirà mai a comprendere», replica Guidi. Durante la cerimonia è stato consegnato ai parenti anche un premio alla memoria di Giulio Caradonna, storico deputato missino, Tony Augello, indimenticabile capogruppo di An in Campidoglio dal 1997 al 2000, e Nino Buttazzoni, comandante del battaglione nuotatori paracadutisti.