Alfano: Pd e Udc insieme prenderebbero meno di Veltroni…

Dito puntato contro Pierluigi Bersani e Pierferdinando Casini. Nella giornata in cui Silvio Berlusconi e Mario Monti sono stati a Bruxelles, il primo al summit del Ppe e il secondo al vertice europeo, in Italia Angelino Alfano ha dominato la scena e non ha risparmiato critiche a Pd e Udc che da giorni lavorano a un’ipotesi di alleanza. «Ci sono due forze che stanno facendo di tutto per sabotare il governo: il Pd e l’Udc  – ha puntualizzato il segretario del Pdl, ospite ad Agorà su Raitre – Dicono che non vedono l’ora che arrivi il 2013 per tirare fuori dalle responsabilità il Pdl. Ma se hanno tutta questa fretta, perché stanno con noi adesso? Lo dicano in modo chiaro. Se ritengono di far cadere il governo, lo facciano loro».

No a un governo Pd-Idv-Sel
E sul futuro ha detto a chiare lettere che non immagina un esecutivo a guida Pd-Idv-Sel e anche sull’asse Casini-Bersani ha pronosticato che «prenderebbe meno del Pd di Veltroni nel 2008. Poi, se Casini va a fare la stampella di questo centrosinistra me ne dispiace, ma vuol dire che siamo solo noi l’alternativa». Alfano ha negato che il Pdl sia al 16 per cento, «i nostri sondaggi ci danno al 21 per cento, che non è molto ma non è neanche il 16-17 per cento. Paghiamo la caduta del nostro governo, paghiamo il sostegno a quello attuale, non abbiamo il prosciutto sugli occhi». E poi ancora: «Noi ci candidiamo alla guida di questo paese consapevoli che abbiamo una ricetta economica migliore di quella del centrosinistra».

Legge elettorale
Durante la trasmissione Alfano ha parlato anche della legge elettorale spiegando che oggi scadranno i termini delle tre settimane che aveva indicato per arrivare a un accordo. Per l’ex Guardasigilli il sistema deve basarsi su tre principi: «I cittadini debbono scegliersi il proprio deputato e il proprio senatore»; la sera delle elezioni «devono sapere chi sarà il loro presidente del Consiglio, non si può tornare indietro»; occorre salvaguardare il bipolarismo, «noi da una parte, Bersani dall’altra e Casini scelga con chi vuole stare». Berlusconi sulla legge elettorale si è mostrato ottimista: «Abbiamo qualche speranza». Poi sulle primarie Alfano ha espresso un auspiscio: «Le primarie del Pdl potrebbero essere lo stesso giorno di quelle del Pd. Chi parteciperà oltre a me? Dovrebbe chiederlo agli altri. Mi aspetto una bellissima gare delle idee».

L’Europa e Monti
Criteri più laschi sugli investimenti pubblici e un meccanismo di salvaguardia dalle impennate dello spread sono due degli interventi che il segretario del Pdl ha auspicato che il governo italiano riesca a strappare al vertice europeo di Bruxelles. «Monti – ha detto – ha prestigio, ma bisogna anche portare a casa risultati. Noi chiediamo due interventi: criteri per consentire gli investimenti pubblici che oggi sono a zero in tutti i paesi europei e un meccanismo che faccia scattare un tetto allo spread». Nel corso della trasmissione, ha anche precisato che i tre obiettivi che il Pdl si aspetta dal vertice europeo sono “gli eurobond, i project bond e un cambio della missione della Bce”. «Siamo consapevoli che Monti non può tornare a casa con tutti questi risultati, ma vanno lasciati sul tavolo. La nostra consapevolezza – ha proseguito – è che la salvezza non ci sarebbe per nessuno a eccezione della Germania».  
Berlusconi a Bruxelles
Nella giornata in cui Monti si gioca tutto, Berlusconi al termine del pre-vertice del Ppe ha ribadito che «c’è una preoccupazione di tutti per la crisi che riguarda tutta l’economia europea». Per questo il leader del Pdl ha invitato l’Europa ad agire, ricordando che l’Italia è un Paese «virtuoso» che ha fatto il suo dovere rispondendo alle richieste di Bruxelles. «L’Italia ha fatto praticamente tutto ciò che l’Europa e la Bce le avevano chiesto lo scorso agosto», ha ricordato Berlusconi, «e tutto questo è stato fatto al 90% dal mio governo e in seguito dal governo dei tecnici».