Alemanno e la sinistra-clown

Mamma mia, aiutaci tu. Che scandalo. Incredibile, dove passa Alemanno non cresce più l’erba, è peggio di Attila, è il diavolo in persona. È bastato un piccolo inconveniente tecnico (anzi, secondo l’Atac, un problema causato da un operatore) alla nuova linea metropolitana di Roma per scatenare le truppe cammellate del centrosinistra. Un’occasione ghiotta, un piccolo stop il giorno dopo l’inaugurazione, roba da leccarsi i baffi, su cui tuffarsi per una nuova campagna strumentale come quella sulla neve, alla “facimme ammunina”. Non importa che il servizio sia stato sospeso per pochissimo tempo (meno di una trentina di minuti) e che poi sia ripreso regolarmente, non importa che intoppi di questo genere possono verificarsi ovunque, da Londra a New York, senza scomodare il Manzanarre e il Reno. L’unica cosa che conta, per Pd & compagni, è dare l’idea del cataclisma. E in questo trovano terreno fertile in alcuni quotidiani on line che, per ore, hanno descritto una situazione surreale a Roma, con i passeggeri furiosi e un’emergenza pari a quella di una catastrofe naturale. La lista delle dichiarazioni ridicole è infinita. «Una figuraccia mondiale», ha tuonato il “democratico” Miccoli. «Una pagliacciata di Ale-danno», ha detto il dipietrista Maruccio, pensando di fare il comico. Il pd Gasbarra ha ammesso che è stato un incidente ma ha filosofeggiato: «È il paradigma del declino». Poi il silenzio. Perché, lo vogliano o meno, la metro B1 inaugurata da Alemanno resta. Le dichiarazioni della sinistra passano. Perché anche al circo lo spettacolo dura solo due ore e cala il sipario. Proprio sui clown.