“Viva Hollande”, Monti scopre un fratello gemello all’Eliseo

Hollande ha vinto, lunga vita a Hollande. I grandi giornali esultano, il centrosinistra nostrano brinda e Mario Monti si adegua. Come per magia, SuperMario cambia improvvisamente linea e partner. Come un amante deluso, dice addio alla Merkel e – con un finale a sorpresa, di quelli che fanno la fortuna delle soap opera – si scopre in grande sintonia con il neo-eletto all’Eliseo, è quasi un fratello gemello, poco importa se sia socialista o meno, poco importa se ha parlato contro l’austerità (e quindi contro le ricette rigoriste dei “professoroni”): «Hollande ha le nostre stesse idee sulla crescita. Anzi, noi siamo antesignani delle sue proposte». Il tipico salto “tecnico” sul carro del vincitore, fatto in coppia con il ministro Giulio Terzi, che ha sentenziato: «La vittoria di Hollande dà impulso al processo di crescita». A suo giudizio, anche se è difficile capirne il motivo, l’Italia «ora ha un ruolo accresciuto da giocare». Come se l’asse Berlino-Parigi fosse già defunto. La Merkel, invece, tramite il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert, sostiene che la collaborazione «sarà buona anche con Hollande». Quindi Monti rischia di essere rispedito nelle retrovie, nel ruolo di attore non protagonista.

Leggi l’articolo in versione integrale sul Secolo d’Italia dell’8 maggio