Si stringe l’assedio intorno alla Rai, la sinistra mobilita tutti; anche Monti

Nella follia che pervade l’Italia di oggi, forse nessuno si sta rendendo conto delle scandalose pressioni che il Pd e i suoi satelliti stanno operando per ottenere che il controllo dell’azienda pubblica passi in mani sinistre. Ieri, in particolare, una tempesta minacciosa di dichiarazioni e avvertimenti si è abbattuta sulle agenzie mentre si svolgeva l’asemblea dei soci per l’approvazione – puntualmente verificatasi – del bilancio. La questione del bilancio, che si chiude con un attivo di più di 4 milioni, stava particolarmente a cuore a chi aveva scelto come strategia di acquisizione del controllo la richiesta di comissariamento dell’azienda, provvedimento che non si può applicare a una società in salute. Da alcuni consiglieri della vigilanza Rai di area centrista sono pervenute addirittura accuse di aver falsificato i numeri, tanta è stata la frustrazione di vedersi sfuggire l’opportunità di impossesarsi della Rai con un semplice atto amministrativo. Il Pd controlla la quasi totalità della realtà sindacale Rai e in particolare la rappresentanza dei giornalisti, che ha mobilitato con toni apocalittici contro il rinnovo del Cda dell’azienda, annunciando (pur dinanzi all’attivo registrato) che l’azienda sta andando a picco. La formula di tutti gli interventi contro i vertici dell’azienda e degli appelli per giustificare un indebito intervento di Monti è sempre la stessa: “togliere ai partiti il controllo della Rai”. Un appello del genere che viene dai partiti (come il Pd, l’Udc e l’Idv), si commenta da solo.