Sfogatoio Equitalia: pugni, bombe e raid

«Ormai sono rovinato. Ora vado all’Agenzia delle Entrate con la pistola, uccido tutti e poi mi ammazzo». Un imprenditore di 70 anni, residente in provincia di Viterbo, ha pronunciato questa frase al telefono, poi ha riattaccato. Il suo interlocutore, un sindacalista della Uil al quale l’uomo si era rivolto, per fortuna ha subito avvertito la Digos, i cui uomini sono riusciti a individuare la residenza dell’uomo. I poliziotti hanno dialogato con lui per tranquillizzarlo, poi lo hanno denunciato per procurato allarme.
È solo uno dei tanti episodi di tensione che si sono vissuti ieri in Italia sul fronte fiscale, tra aggressioni agli ispettori del fisco, tumulti dei centri sociali a Napoli, fino alle buste sospette negli uffici di Equitalia di Roma, nel solco di quanto già accaduto nei mesi scorsi. Il clima di tensione è alle stelle ma qualcuno ci marcia per alimentare una contrapposizione con lo Stato per motivi politici, al punto da provocare la reazione di Equitalia, che si sente minacciata, e a ragione. È pur vero che il tema politico delle modalità troppo aggressive della riscossione in Italia, a maggior ragione in tempi di crisi, è da affrontare con decisione e rapidità. Se n’è finalmente accorto anche Monti, che giovedì incontrerà i vertici di Equitalia.  

Napoli, centri sociali scatenati
Il rifiuto dei responsabili di Equitalia di chiudere gli uffici in segno di lutto per gli ultimi suicidi avvenuti nel
napoletano in seguito alla consegna di cartelle della società di riscossione avrebbe innescato gli scontri di ieri, a Napoli, in corso Meridionale. Due agenti di polizia sono rimasti feriti mentre altri otto sono stati medicati in ospedale al termine di una giornata che ha visto la protesta di 600 persone, in gran parte esponenti di tutta l’area antagonista, tra cui i precari Bros del coordinamento di lotta per il lavoro e i collettivi studenteschi. Una manifestazione non autorizzata e organizzata da ambienti dei centri sociali, riuniti nella sigla “Realtà di movimento napoletane contro Equitalia”.

Un pacco sospetto a Roma
All’agenzia di Equitalia di Roma, in via Grezzar, ieri è invece arrivato un pacco “bomba”: conteneva poca polvere pirica ed era senza innesco. Probabilmente, a quanto si è appreso, non sarebbe esplosa nè si sarebbe incendiata alla sua apertura. La busta aveva come destinatario la dicitura generica “Equitalia”. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo, al momento senza indagati o ipotesi di reato.

L’aggressione di Melegnano
Molto grave anche l’episodio accaduto a Melegnano, nel Milanese, dove due funzionari di Equitalia sono stati aggrediti nel da un imprenditore edile. I due ispettori si sono presentati nello studio di un commercialista per procedere a una verifica fiscale, ma prima ancora di iniziare è nata una discussione con l’imprenditore che è poi degenerata in una rissa. L’imprenditore è oggetto di una doppia denuncia, una, d’ufficio, dei carabinieri e l’altra, a querela di parte, dei due malmenati.

La reazione di Equitalia
«È inaccettabile continuare a scaricare irresponsabilmente su Equitalia la colpa di gesti estremi e situazioni drammatiche, che hanno invece origini diverse e lontane e che stanno esplodendo solo oggi a causa della crisi economica». Così Equitalia replica alle reazioni e alle attribuzioni di responsabilità verso il personale dell’ente che si occupa della riscossione delle imposte. «Eventi tragici da non spettacolarizzare, per i quali Equitalia esprime profonda vicinanza alle famiglie coinvolte» si legge in una nota.