Quagliariello: la nostra riforma non contrasta con la Costituzione

Èuna presa di posizione autorevole, quella di Giorgio Napolitano, sulla proposta presidenzialista del Pdl. Il capo dello Stato ha detto che se ne può discutere, ma salvaguardando il sistemi di pesi e contrappesi che è la caratteristica affidata dai padri costituenti alla nostra Carta costituzionale: «Mi sono rafforzato nella convinzione – ha detto il presidente della Repubblica – che i nostri costituenti diedero una soluzione profondamente motivata: avere una figura neutra e imparziale fuori dalle correnti politiche e ideologiche. La si vuole ridiscutere, io sarò spettatore». Per il vicepresidente dei senatori Pdl Gaetano Quagliariello quella di Napolitano è una preoccupazione lecita, ma superabile che non va interpretata come una presa di distanza.

Una bocciatura dal Colle?

In tanti nella Costituente pensavano che il presidente della Repubblica dovesse avere un fondamento nella sovranità popolare, basterebbe citare Calamandrei e Saragat. Quindi l’ipotesi presidenzialista non è in contrasto con i fondamenti della nostra Costituzione. Ovviamente ci dev’essere un equilibrio dei poteri basato sul sistema dei cheks and balances. Questo è un richiamo saggio.

Napolitano dice che sarà spettatore del dibattito. Un modo per tirarsi fuori?

Il rispetto della Costituzione implica che il presidente della Repubblica non entri nel dibattito politico.

Un presidente eletto dal popolo può essere super partes?

Nel semipresidenzialismo il presidente è una figura di mediazione e super partes. Chi conosce la storia della V Repubblica lo sa, il presidente della Repubblica interpreta lo stato e la nazione tutta intera ed è proprio per questo che c’è dualità con figura del presidente del Consiglio. Il semipresidenzialismo può conciliarsi dunque con le garanzie richieste da Napolitano.