Monti fa resuscitare anche "Avanti popolo"

Avanti popolo alla riscossa. Bisogna ammetterlo, un miracolo il governo Monti l’ha fatto: è riuscito a rianimare Oliviero Diliberto e Paolo Ferrero, di cui si erano perse le tracce da parecchio tempo. Con il malcontento che c’è in giro, persino Pdci e Rifondazione comunista sono in grado di radunare le truppe nostalgiche e riportare le bandiere rosse in piazza, falce e martello, pugni chiusi. Il duo Oliviero Diliberto-Paolo Ferrero ha infatti annunciato un corteo contro il governo in programma domani a Roma, che si concluderà con una manifestazione al Colosseo. Riaffiora anche il vecchio linguaggio, i ricchi e i poveri, i padroni e il proletariato, con un occhio particolare a François Hollande, che ormai è l’icona di tutti, sinistra riformista e sinistra radicale. C’è anche una dose di pacifismo: «Il governo deve rinunciare all’acquisto dei cacciabombardieri», dicono i due leader rossi nel tentativo di risvegliare dal torpore anche il popolo arcobaleno. Un colpaccio, quello di Monti. Nessuno sarebbe stato in grado di riaccendere i riflettori su Diliberto che, oltre al suo legame affettivo con Ocalan, è ricordato per il viaggio a Mosca nell’anniversario della Rivoluzione d’Ottobre e per la proposta (tra il serio e il faceto) di portare a Roma la mummia di Lenin. Altrettanto difficile – solo Monti poteva riuscirci con un coup de théâtre – ridare visibilità a Ferrero, l’uomo rimasto saldamente ancorato alle logiche della lotta di classe e che – dopo un passato in Democrazia proletaria – approdò al governo come ministro di Romano Prodi. Non lasciò tracce particolari, di lui si ricorda solo la proposta di istituire in Italia le shooting room, le “stanze del buco”, le polemiche e il dietrofront quasi a capo chino. Il che rende ancora più evidente quale miracolo sia stato capace di fare Monti.