L’uomo del Corcolle ha detto: avanti

La giornata dei rifiuti (e dei veleni), l’ennesima di queste settimane, inizia con la presa di posizione del prefetto Pecoraro, ormai assediato dalle proteste per la sua decisione di autorizzare l’apertura di una nuova discarica a Corcolle, nei pressi dell’area archeologica di Villa Adriana. Tutte le forze politiche, praticamente, gli sono contro, così come le associazioni ambientaliste, oltre che, naturalmente, la popolazione locale. Ma lui tira dritto, forte della fiducia del premier: «Io il mio l’ho fatto, mi sono assunto delle responsabilità, ho fatto delle scelte come commissario. Ora tocca agli altri o rispettarle o assumersi la responsabilità di far andare Roma in emergenza, tanto per essere chiari», ha tuonato, in modo esplicito, il prefetto-commissario di Roma, che opera su mandato (ribadito solo due giorni fa) del presidente del Consiglio Monti. Dopo il provvedimento di conclusione di conferenza dei servizi, «si va alla gara europea che deve essere indetta entro la fine di giugno, altrimenti non ci stiamo con i tempi che sono molto ristretti», ha spiegato Giuseppe Pecoraro, a margine dell’assemblea di Confindustria. ««Se c’è un progetto di sito alternativo, certamente firmerò la proroga di Malagrotta, altrimenti non firmo nulla perchè altrimenti corriamo il rischio di una nuova infrazione».

La “passeggiata” di Ornaghi
Ma ieri è stata anche la giornata della passeggiata a Villa Adriana del ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi, che già ieri era arrivato al punto di minacciare le dimissioni dopo l’annuncio dell’ubicazione della discarica, che deve sostituire quella di Malagrotta, in una zona tutelata dall’Unesco. «Sono venuto per rendermi conto di persona della situazione», ha spiegato, dopo le roventi polemiche di queste ore sulla scelta del posto per la nuova discarica di Roma. Ad accompagnare Ornaghi nella sua visita a sorpresa a Villa Adriana e nel vicino sito di Corcolle, dove il ministro ha voluto vedere con i suoi occhi il perimetro dell’eventuale discarica, c’erano il capo di gabinetto Salvo Nastasi ed il soprintendente ai beni paesaggistici e architettonici del Lazio Federica Galloni. Ornaghi era appena rientrato dall’Emilia dove ieri mattina aveva fatto un sopralluogo nei centri devastati dal terremoto. «Stiamo esaminando questa situazione, poi ci sono altre situazioni per le quali ho risposto nelle sedi appropriate. Non si possono mescolare gli argomenti», aveva spiegato in mattinata.

«Deve decidere il governo»
«Questo è un dibattito che non riguarda noi istituzioni del territorio. È un dibattito che, se ci sarà, dovrà rimanere all’interno del Consiglio dei ministri», ha spiegato ieri la presidente della Regione Lazio Renata Polverini, commentando le minacciate dimissioni del ministro Ornaghi. «Sono convinta che tutti, sia i rappresentanti nazionali che locali, stanno lavorando in buonafede e senso di responsabilità  ha aggiunto – che ci deve portare a trovare una soluzione condivisa e che ci sia una risposta affinchè Roma non cada nell’emergenza. Abbiamo il dovere di sostenere le scelte che in questo momento competono esclusivamente al commissario di governo che è il prefetto Pecoraro. Se ci sono questioni all’interno del Cdm – ha concluso – noi non abbiamo il diritto di entrare». Contrarissimo alla discarica a Corcolle, fin dall’inizio, è il sindaco di Roma Gianni Alemanno: «Ogni qualvolta si crea una discarica, e c’è un insediamento produttivo, bisogna tener conto dell’impatto ambientale, ma anche dell’impatto agricolo», che ieri ha così commentato l’ipotesi di “rivolta fiscale” da parte degli agricoltori di Corcolle, molti dei quali con aziende biologiche nate con gli aiuti economici della Regione Lazio. Ed ha poi aggiunto: «Mi auguro, che nelle prossime ore, il prefetto Giuseppe Pecoraro faccia una verifica complessiva sui vari pro e contro dei diversi siti e finalmente decida, perchè la decisione non può essere più rimandata».

Il Pd chiede la testa di Pecoraro
«La misura è colma. L’arroganza con cui il prefetto Pecoraro intende imporre la scelta di Corcolle quale nuova discarica di Roma non è consona al suo ruolo di servitore dello Stato. Monti revochi al più presto la nomina di commissario a Pecoraro , e si proceda poi rapidamente per una soluzione realmente condivisa e sostenibile». Sono i senatori del Pd Roberto Della Seta, Francesco Ferrante, Vincenzo Vita e Roberto Di Giovan Paolo a passare direttamente alle conseguenze, parlando di “ostinazione e protervia di Pecoraro”, che avrebbe messo in difficoltà il governo, inducendo persino il ministro Ornaghi ad avanzare la possibilità di dimettersi.

La protesta del sindaco
In prima linea contro la discarica c’è ovviamente il sindaco di Tivoli, secondo cui la discarica a Corcolle «significa distruggere un territorio che vanta delle eccellenze dal punto di vista storico, archeologico, naturalistico», spiega Sandro Gallotti. «Chiediamo di utilizzare il buon senso – ha proseguito Gallotti – è incredibile quello che sta succedendo, si sta gettando letteralmente nella spazzatura un patrimonio unico al mondo, millenni di storia. L’Italia si sta esponendo verso una incredibile figuraccia internazionale. Non possiamo tollerare tutto questo.
Di parare identico anche l’Unesco, ma quello di Corcolle «è un problema politico e italiano, non bisogna tirare l’Unesco per la giacchetta nè usarlo come alibi», spiega Gianni Puglisi, presidente della Commissione Nazionale Italiana dell’Unesco, spiegando che la decisione sulla discarica «la deve prendere il governo» e annunciando che oggi si svolgerà il direttivo della commissione Unesco, nel quale sono rappresentati tutti i ministeri interessati, che ascolterà il commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, Giuseppe Pecoraro.