La “mission” di Monti: cancellare ogni traccia del Cav

Un governo di necessità e urgenza. Qual era la necessità? Sconfiggere Berlusconi, apparentemente imbattibile con le sole armi concesse dalle regole democratiche. L’urgenza? Farlo ora, approfittando delle difficoltà giudiziarie e del disagio provocato dalla crisi, prima che potesse porre rimedio agli errori commessi. Il compito di Monti, assegnatogli da Napolitano su mandato di una vasta alleanza di poteri sovranazionali e forze antinazionali, è stato da subito chiaro. E chi nasce nemico non diventa amico perché gli si fa qualche moina. Monti deve eliminare ogni residuo del passaggio di Berlusconi e del centrodestra in Italia ed epurare – con ogni mezzo – chiunque possa essere riconducibile alla stagione del Cav da qualunque posto di influenza, sostituendolo con personaggi ligi al nuovo mandato. E tutto ciò che è avvenuto negli ultimi anni – le cospirazioni per indebolire la maggioranza parlamentare, il boicottaggio delle riforme, il disfattismo dei media e la campagna stampa contro il parlamento, la politica e i partiti – sono stati elementi della strategia che doveva favorire la presa del potere. Un techno-golpe in stile quasi perfetto. Il problema dei colpi di mano è, però, la tempistica. Se non riescono in tempi brevi si scoprono le magagne e c’è il rischio di un contraccolpo. Questo il motivo dell’attacco frontale al Pdl e del rilancio dell’assalto alla Rai. Monti ha capito che deve eliminare ogni possibilità di resistenza e deve farlo ora, perché il suo tempo sta per scadere. E il nemico – cioè noi – non è ancora sconfitto.