Il tormentone rap dei “democratici”: siamo preoccupati, tanto preoccupati

Vanno avanti con il tormentone, un po’ per darsi un tono e un po’ per apparire affranti in chiave politica ed elettorale. Tutti, a sinistra, provano la stessa sensazione da mesi. La Camusso è «preoccupata» per il decreto sugli esodati, la Finocchiaro è «preoccupata» per le riforme istituzionali. La segreteria nazionale del Pd – ai tempi di Berlusconi – era «preoccupata» per la «confusione del governo italiano durante la crisi libica». I maggiori esponenti del partito – tutti, nessuno escluso – si dicevano «preoccupati»  per la nostra credibilità internazionale messa a dura prova dal Cavaliere. Poi, nell’ordine, erano «preoccupati» per lo spread, per la Borsa, per le agenzie di rating, per la scelta di Lufthansa a Malpensa e persino per l’installazione di un’antenna telefonica ad Arienzo, nel Casertano. Di proposte manco a parlarne. Meglio non toccare questo tasto, altrimenti si giocherebbe a carte scoperte e questo al Pd non conviene. Accontentiamoci di sapere che sono «preoccupati» anche adesso che c’è Monti. Per il resto se ne riparlerà. Tanto Bersani, nei panni del Mago Otelma, già ha previsto di essere il prossimo premier. A quel punto i «preoccupati» sarebbero gli italiani.