Il Pd e la sindrome del capoclasse: “Maestra, Alfano mi ha copiato”

Come il compagno di classe che corre per sedersi al primo banco, alza sempre la mano e annota sulla lavagna i nomi dei buoni e dei cattivi. “Maestra, Angelino ha copiato il mio compito, quelle cose le ho scritte prima io”. Ed è quello che, in punta di piedi, sta cercando di fare il Pd da quando ha capito che la proposta di Alfano in materia di tasse sta riscuotendo parecchi consensi e che quindi bisogna correre ai ripari. «È opportuno ricordare all’onorevole Alfano – ha fatto sapere Margherita Mastromauro, parlamentare “democratica” – che l’interessante proposta di compensazione tra crediti e debiti delle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione è già stata oggetto di esame da parte del Parlamento su iniziativa del Pd, l’anno scorso». Poi ha aggiunto: «La proposta era a mia prima firma», a sottolineare appunto “sono stata io ad avere l’idea”.  Peccato che nessuno se ne sia accorto. Tanto che lei, quasi a giustificarsi, dice che naturalmente, se non se n’è fatto nulla, la colpa è di Berlusconi. Non ne avevamo il minimo dubbio. Il problema, però, è che nel Pd dovrebbero mettersi d’accordo prima di rilasciare dichiarazioni alla stampa. O quantomeno scambiarsi telefonate. Perché Stefano Fassina, pur di andare contro il Pdl, ha invece dato una lettura diametralmente opposta: «Le parole di Alfano sono irresponsabili e propagandistiche – ha detto il factotum economico del Pd – la sua proposta, se fosse attuata, determinerebbe un buco di bilancio di trenta-quaranta miliardi di euro in un sol colpo». Qualcuno, tra la Mastromauro e Fassina, sta dando i numeri. O forse i numeri li stanno dando tutt’e due. Roba da “democratici”.